Le Pussy Riot tornano in azione con un video anti-Putin

Le Pussy Riot tornano in azione e hanno pubblicato un nuovo video, circa un anno dopo l'arresto di tre di loro per la preghiera punk nella cattedrale dei Cristo Salvatore a Mosca, in cui denunciavano Vladimir Putin. Il nuovo filmato mostra i membri della band, con il volto coperto dai tradizionali cappucci colorati che indossano, mentre fanno capriole e gridano in cima a uno stabilimento petrolifero. Nel testo paragonano il presidente russo a un ayatollah iraniano e poi le immagini le mostrano mentre versano petrolio su una grande foto di Igor Sechin, presidente del gigante petrolifero di Stato Rosneft, e gridano «Rettile omofobico, scompari dalla storia». Una dei membri del collettivo, che ha fornito solo il suo nome d'arte Grelka, a seguito della pubblicazione del video ha detto che «il messaggio principale è che Putin ha diffuso il benessere nel Paese fra i suoi amici». Tre membri delle Pussy Riot sono state condannate a due anni per la preghiera anti-Putin nella cattedrale di Mosca con l'accusa di hooliganismo motivato dall'odio religioso; una di loro è stata però successivamente rilasciata.