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Zimmerman assolto: cortei e arresti

Usa in rivolta per la sentenza della guardia che uccise un 17enne nero A New York invasa Times Square, a Los Angeles bloccata un’autostrada

Il ministro americano della Giustizia, Eric Holder, è apparso cauto sulla possibilità dell'apertura possibilità dell'apertura per violazione dei diritti civili sul caso di Travyon Martin, l'adolescente afroamericano ucciso in Florida da un vigilante. «Il dipartimento di Giustizia continuerà ad agire d'accordo con i fatti e la legge», ha detto Holder, aggiungendo di condividere il dolore «per la tragica e non necessaria» morte del giovane. Secondo il ministro della Giustizia, anche lui afroamericano, la vicenda «è un'altra opportunità» per un dialogo su «le convinzioni sbagliate e gli stereotipi» che portano a questi incidenti. Holder è intervenuto all'incontro di una associazione di donne afroamericane, la Delta Sigma Theta, dopo che centinaia di migliaia di persone hanno firmato una petizione per chiedere che il dipartimento di Giustizia riapra il caso dopo che ieri è stato assolto il vigilante George Zimmerman.

Intanto ieri oltre una decina di persone sono state fermate a New York e Los Angeles tra le migliaia scese nelle strade di tutta l'America per protestare contro l'assoluzione di George Zimmerman, finito sotto processo per aver sparato a morte al 17enne di colore Trayvon Martin. La maggior parte delle manifestazioni si sono svolte pacificamente, non a Los Angeles dove i dimostranti si sono scontrati con la polizia tra domenica notte e lunedi' mattina e sei di loro sono stati arrestati.

Nella città degli Angeli un gruppo di dimostranti si è staccato dal corteo principale e ha marciato sull'interstatale 10, bloccando il traffico per una mezz’ora. I media hanno riferito anche di scontri con lancio di pietre tra Washington Boulevard e la 10th Avenue, senza feriti. Un'altra ottantina di manifestanti si sono radunati di prima mattina di fronte all’edificio della Cnn sul Sunset Boulevard a Hollywood, provocando l'intervento delle forze dell'ordine che hanno effettuato degli arresti. Nella Grande Mela, più di un migliaio di persone, munite di cartelloni inneggianti alla giustizia per Trayvon Martin, si sono riunite a Times Square nella notte, bloccando il traffico per più di un’ora.

Le persone scese in piazza a New York come in tutti gli Sates chiedevano giustizia per Trayvon Martin. Per le strade della Grande Mela appunto, hanno gridato tutta la loro rabbia per l’assoluzione di George Zimmerman, urlando slogan come «No justice, no peace», oppure «Who is guilty? All system is guilty (Chi è colpevole? Tutto il sistema è colpevole).

Il corteo pacifico è partito da Union Square per dirigersi verso Times Square: persone di tutte le età - molti i bambini - e multirazziale, composto non solo da afroamericani, ma da ispanici, asiatici, indiani. Arrivati nella piazza simbolo di Manhattan, i manifestanti l'hanno occupata sedendosi in terra e inscenando un sit in. Un cartello mostrava le immagini di un Trayvon bianco e di uno Zimmerman di colore. Sotto la scritta: «Il verdetto sarebbe stato lo stesso?. Tutto intorno il traffico paralizzato, anche se molti degli automobilisti hanno solidarizzato con la protesta, unendosi agli slogan e suonando i clacson. Parecchi gli agenti di polizia dislocati lungo il percorso della manifestazione, ma loro presenza è stata discreta, nonostante la folla enorme che alla fine si è ritrovata radunata sotto le luci di Times Square. Secondo quanto riferito dal dipartimento di polizia di New York, almeno una decina di loro sono stati arrestati.

Incidenti invece a Los Angeles, dove la manifestazione è degenerata in scontri con la polizia. Gli agenti hanno fatto uso di lacrimogeni e proiettili di gomma.

Il fatto accadde il 26 febbraio del 2012 Trayvon Martin, che di solito viveva a Miami, si trovava a Sanford, in Florida, per fare visita alla sua famiglia. Era appena uscito da un negozio dopo aver acquistato un pacco di caramelle e una lattina di the freddo, quando la guardia privata 29enne George Zimmerman lo ha avvicinato mentre faceva il giro di routine del quartiere. Pioveva, perciò per ripararsi Trayvon aveva tirato su il cappuccio della felpa. È per questo che fin dalle prime proteste i dimostranti hanno sfilato indossando cappucci e mostrando caramelle e the freddo, come quelle che Trayvon aveva in tasca quando è stato ucciso. Dalle telefonate al 911 emerge cheZimmerman disse e a un agente di polizia che il ragazzo gli sembrava sospetto; il poliziotto gli disse di lasciare perdere e smettere di seguire Trayvon, ma la guardia non lo ascoltò. Secondo la versione data da Zimmerman, il ragazzo lo avrebbe aggredito e lui avrebbe agito per legittima difesa. È un fatto, comunque, che Trayvon Martin era disarmato.

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