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Gli accordi segreti per fornire dati personali? «Una bufala»

Nemmeno la fervida fantasia di Tom Clancy, inventore del personaggio di Jack Ryan, avrebbe potuto partorire una «spy story» ai confini della realtà come quella che vede protagonista la National...

Gli accordi segreti per fornire dati personali? «Una bufala»

Rafael Correa

Nemmeno la fervida fantasia di Tom Clancy, inventore del personaggio di Jack Ryan, avrebbe potuto partorire una «spy story» ai confini della realtà come quella che vede protagonista la National Security Agency. Sabato il quotidiano britannico Guardian ha pubblicato on line le presunte rivelazioni di una nuova «talpa» sugli accordi segreti tra alcuni Paesi europei e la Nsa per fornire dati personali, salvo poi eliminare precipitosamente la pagina. L'articolo è stato ritirato «in attesa dei risultati di un'indagine» è stata la spiegazione. Invece secondo il sito di un concorrente, il Telegraph, la fonte, Wayne Madsen, sarebbe risultata poco credibile e già in passato avrebbe fatto false rivelazioni come quella su una presunta omosessualità di Obama. Anche i servizi segreti italiani definiscono «una bufala» lo scoop di Oltremanica. Fonti dei servizi affermano che «in ballo non ci sono le vite degli altri ma la protezione dei rispettivi sistemi Paesi da minacce di tipo terroristico». Come aveva già accertato una commissione ad hoc negli anni scorsi, «non c'è in Italia un Grande Fratello che spia i cittadini e tratta i dati personali o che li mette a fattore comune. La cooperazione internazionale riguarda la protezione contro il terrorismo e la protezione dei contigenti militari, è una protezione molto specifica che riguarda in generale, come nel caso della Siria, scenari di crisi che possono produrre minacce contro i cittadini italiani. Non è in ballo la trattazione di dati personali».

In riferimento alle anticipazioni del settimanale tedesco Der Spiegel sulle azioni di spionaggio degli Stati Uniti ai danni dell’Unione Europea, invece, sia Parigi che Berlino hanno chiesto chiarimenti a Washington. «Se confermati, questi fatti sarebbero totalmente inaccettabili - ha dichiarato in una nota il ministro degli esteri francese Fabius - Ci aspettiamo che le autorità americane dissipino nel più breve tempo possibile le legittime inquietudini sollevate dalle rivelazioni stampa». Chiarimenti formali chiesti anche dal governo tedesco.

Intanto Snowden, l’analista che ha innescato l’«Nsagate», è ancora bloccato allo scalo di Mosca e il presidente ecuadoregno Correa, dopo la telefonata del vicepresidente americano Biden, sembra scaricarlo: «Tocca alle autorità russe decidere se può lasciare l'aeroporto per raggiungere la nostra ambasciata», dove, in quanto territorio di Quito, può chiedere asilo, ha ribadito Correa, aggiungendo che «sarà trattato come ogni altro cittadino anche se non ha un passaporto». Correa ha fatto i suoi auguri a Snowden ma ha anche bacchettato Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, dal 22 giugno 2012 rifugiato nell'ambasciata ecuadoregna di Londra, per aver creato confusione con la gestione di Snowden.

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