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Obama bacchetta Merkel sull’austerità

«L’obiettivo della politica economica è migliorare la vita della gente»

BERLINO Obama «bacchetta» la Merkel. La necessità di riequilibrare i bilanci, spiega in presidente Usa in visita ufficiale a Berlino, non può farci perdere di vista l’obiettivo finale della politica economica, che è quello di migliorare la vita della gente. «Io sono un berlinese», aveva detto Kennedy nel 1963, ventidue mesi dopo la costruzione del muro. E ieri Barack Obama ha ricalcato lo slogan kennediano, ampliandolo. «Siamo cittadini del mondo», ha detto parlando dalla porta di Brandeburgo. Da dietro un vetro antiproiettile, il presidente ha anche lanciato una sorta di appello a Mosca per un accordo sulla riduzione di almeno un terzo delle armi atomiche, sottolineando che «si tratta di passi da compiere per creare un mondo di pace e di giustizia». Invito rinviato al mittente. Vladimir Putin ha indirettamente replicato alle sue parole durante una riunione dell’esecutivo sul programma spaziale russo: «Non permetteremo che il bilanciamento dei sistemi strategici di deterrenza sia inficiato da una diminuzione della nostra potenza nucleare», ha sancito.

Obama ha ringraziato i berlinesi per «la calorosa accoglienza», si è tolto la giacca, si è arrotolato le maniche della camicia e ha invitato tutti a fare lo stesso. «Sento così caldo - ha scherzato - e sto così bene che mi leverò la giacca e tutti si sentano liberi di fare lo stesso. Tra amici possiamo anche essere informali». Ma l’«amicizia» non gli ha impedito di criticare la politica di austerità della cancelliera. Tutti, ha ribadito, meritano «un’opportunità di lavoro, tanto che vivano a Chicago o ad Atene» e i governi devono impegnarsi per superare la disoccupazione e le diseguaglianze. «Dobbiamo appoggiare quelle riforme strutturali in grado di rendere più competitive le nostre economie - ha precisato il presidente Usa - Ma dobbiamo anche focalizzarci sulla crescita e assicurarci che il perseguimento delle politiche di lungo termine non ci facciano perdere di vista il nostro principale obiettivo, il miglioramento del livello di vita della nostra gente. Se per esempio - ha aggiunto - cominciamo a vedere che il tasso di disoccupazione giovanile diventa troppo alto, dobbiamo rimodulare il nostro approccio per assicurarci di non perdere una generazione che potrebbe non riprendersi mai più».

Tra gli argomenti affrontati, anche quello dell’intolleranza religiosa e dell’omofobia, fonte di tensioni in Usa come in Europa: «L’intolleranza, che sia basata sulla razza, la religione o il sesso, porta ingiustizia», ha ricordato Obama. «Saremo più forti quanti tutti avranno le stesse opportunità, quando rispetteremo le religioni nei templi, nelle moschee, quando daremo il benvenuto agli immigrati con i loro talenti e i loro sogni, quando faremo sentire le voci di gay e lesbiche, quando difenderemo allo stesso modo le loro libertà». Infine il capitolo del clima: Obama, che dovrebbe annunciare nelle prossime settimane le misure dell’amministrazione sul surriscaldamento climatico, ha assicurato che gli Usa sono consapevoli della necessità che bisogna fare di più. «Le nostre pericolose emissioni di CO2 sono diminuite, ma dobbiamo fare di più e lo faremo», ha detto. Siamo tutti cittadini del mondo. E respiriamo la stessa aria inquinata.

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