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Attacco ai soldati italiani: un morto e tre feriti

I talebani: «Ha colpito un ragazzino di 11 anni». Forti sospetti su un militare in divisa afgana

Scorre altro sangue italiano in Afghanistan. L’ennesimo attacco ai soldati del nostro contingente è avvenuto alle 10.30 di ieri (7 in Italia) a Farah, area meridionale del Paese. Pesante il bilancio: un morto e tre feriti. L’attentato terroristico, secondo la rivendicazione dei talebani, è stato compiuto da un ragazzino di 11 anni . Altre fonti parlano invece di un giovane in divisa militare afgana che avrebbe lanciato un ordigno di micidiale potenza. La vittima è il capitano Giuseppe La Rosa, 31 anni, celibe, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina, residente a Casamassima, nel Barese. L’ufficiale, che appartiene al 3° Reggimento Bersaglieri, è deceduto sul colpo. I tre militari feriti fanno parte dell’82° Reggimento Fanteria Torino e dell’8° Reggimento Bersaglieri. Si trovano nell’ospedale di Farah: non sono in pericolo di vita. Il più grave è il maresciallo capo Giovanni Serio, 44 anni, originario di Desenzano sul Garda, residente a Casapulla, provincia di Caserta (8° Reggimento Bersaglieri Garibaldi). L’equipaggio si trovava a bordo di un «Lince» del Military Advisor Team della Transition Support Unit South (Tsus) e stava rientrando nella base di Farah dopo aver svolto attività in sostegno alle unità dell’esercito afghano.

All’improvviso l’assalto: con un gesto repentino è stata lanciata una granata all’interno del primo dei tre blindati, probabilmente rallentati dal traffico nei pressi di un incrocio. Devastanti gli effetti. Dolore e sgomento a Barcellona Pozzo di Gotto. In lacrime i familiari e i vicini di casa del capitano La Rosa che il 18 marzo scorso s’è lauretao in Scienze Politiche all’Università di Torino: «Un ragazzo solare, straordinario. Non si può morire così». Numerosi i messaggi di cordoglio. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso ai familiari i sentimenti della sua affettuosa vicinanza e della più sincera partecipazione del Paese al loro grande dolore. Il premier Enrico Letta: «A nome mio e del governo rivolgo sincere condoglianze ai familiari della vittima e vicinanza ai feriti e ai loro congiunti». Il ministro della Difesa Mario Mauro: «Nel rivolgere i sentimenti di grande vicinanza alla famiglia del caduto, formulo auspici di pronta guarigione per i feriti. Il capitano La Rosa è un eroe: si è frapposto tra l’ordigno e gli altri soldati. Il suo sacrificio ci rende orgogliosi». Sulle rivendicazioni talebane il ministro è scettico: «Un bambino a lanciare la bomba? Non ci sono riscontri». Il presidente del Senato Piero Grasso: «Esprimo il mio cordoglio alle famiglie. Continuiamo a pagare un pesante tributo nel costruire la stabilizzazione di quell’area».

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli: «Sono vicino ai familiari del capitano Giuseppe La Rosa e a quelli dei militari feriti». A lui si unisce il capo di Stato Maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi. Per un minuto si ferma anche lo sport. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha infatti invitato le Federazioni a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si disputeranno oggi in Italia. Si rianima intanto la polemica sulla missione. Vendola, Di Pietro, Bonelli e Zaia chiedono il ritiro delle truppe. Pronta la replica del presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta: «Nessun ripensamento. Il tempo d’uscita è fissato per l’anno prossimo».

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