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«Nessuno vuole un conflitto nella penisola coreana»

Appello di Obama e Ban Ki-moon al leader nordcoreano. Il segretario di Stato Kerry è arrivato a Seul. Rapporto Usa ridimensiona la capacità nucleare di Pyongyang. La Cina smentisce l’incremento di truppe al confine con la Corea del Nord

Houston - Gli Stati Uniti e la Corea del Sud gettano acqua sul fuoco dell’allarme scatenato da un rapporto della Dia, la Defence Intelligence Agency, circa le capacità missilistiche nucleari di Pyongyang. «Anche se non posso entrare nel merito dei dettagli del rapporto, che è riservato», ha precisato in una nota il portavoce del Pentagono, George Little, «sarebbe non accurato sostenere che il regime nord-coreano abbia pienamente testato, sviluppato o dimostrato il tipo di capacità nucleari» indicate nel dossier. La Dia nel rapporto sostiene invece con «moderata certezza» che il Nord sia attualmente in possesso di armi nucleari in grado di essere lanciate tramite missili balistici. Anche il ministero della Difesa sud-coreano, tramite il portavoce Kim Min-seok, definisce "improbabile" che la Corea del Nord sia riuscita nell'operazione di miniaturizzazione di un ordigno atomico. La relazione della Dia è stata completata il mese scorso ed è stata resa pubblica ieri, durante un’audizione al Congresso, dal deputato Dough Lamborn, un repubblicano del Colorado che ha letto alcuni estratti di un sommario chiedendo spiegazioni al capo di stato maggiore Usa, generale Martin Dempsey. Al «no comment» dell’alto ufficiale americano sono seguite in tarda serata la precisazione del portavoce del Pentagono, Little, e poi quella del ministero della Difesa di Seul. «I nostri militari ritengono che la Corea del Nord non sia riuscita ancora nella miniaturizzazione», ha sottolineato il portavoce Kim durante un briefing. «La Corea del Nord», ha aggiunto, «ha condotto tre test nucleari ma è improbabile che siano arrivati a un punto tale da poter ridurre il peso dell'ordigno e miniaturizzarlo affinchè possa essere montato su un missile».

L’escalation delle tensioni era stata oggetto proprio ieri dell’incontro tra il presidente Usa, Barack Obama, e il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ex ministro degli Esteri della Corea del Sud. Sia Obama sia Ban avevano lanciato un appello al leader nord-coreano Kim Jong-un affinchè rinunciasse al suo atteggiamento belligerante, visto che «nessuno vuole un conflitto nella penisola coreana». Il segretario di Stato Usa, John Kerry, è arrivato a Seul. Intanto la Cina ha smentito le indiscrezioni riferite da alcuni mass media stranieri, secondo cui sarebbe in corso un incremento della presenza di truppe di Pechino lungo la frontiera con la Corea del Nord, in seguito all’aggravarsi della tensione con gli Stati Uniti e con la stessa Corea del Sud: «Notizie del genere non sono veritiere», hanno tagliato corto fonti riservate del ministero della Difesa cinese. «La Repubblica Popolare presta estrema attenzione agli sviluppi della situazione nella penisola coreana e», hanno ricordato le fonti, «si è sempre impegnata per la salvaguardia della pace e della stabilità nell’Asia nord-orientale».

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