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Slittano gli scritti del concorsone insegnanti

Il Miur rinvia le prove in programma domani e martedì. Si riprende da mercoledì

a.acali@iltempo.it

L’Italia è già alle prese con l’anticipo della perturbazione proveniente dal Nord Atlantico ribattezzata «The Big Snow» (la grande neve) che da questa sera flagellerà il Centro-Nord con ampie nevicate fino a quote basse. Allertata la Protezione civile e subito una conseguenza importante. Il Ministero dell’istruzione ha infatti deciso di rinviare le prove scritte del concorsone per gli insegnanti in programma domani e martedì. Restano invece confermate le prove in programma da mercoledì, salvo diverso avviso se le condizioni di maltempo dovessero perdurare. Ieri precipitazioni su gran parte della costa adriatica, in particolare nel Fermano, in Molise e nel Foggiano ma ghiaccio e neve hanno interessato anche la Campania (imbiancate Capri e Ischia), la Sicilia e la Calabria. Scuole chiuse anche in Basilicata. Temperature in picchiata: ieri si sono registra minime di -15 a Campo Imperatore, sul Gran Sasso, e di -4 sulla Sila. Ma il maltempo attanaglia anche gran parte dell’Europa, oltre che gli Stati Uniti. Secondo il climatologo del Cnr Paolo Maracchi, la supertempesta Nemo, che sta sferzando la East Coast americana rientra nei «fenomeni estremi, legati ai cambiamenti climatici, che prima avvenivano una volta ogni 20 anni, mentre ora praticamente tutti gli anni». Questi fenomeni estremi, sostiene l’esperto, «sono di 4 tipi, anche nel nostro paese: piogge intense, pensiamo alle alluvioni degli anni scorsi, la siccità autunno-invernale, che ha creato spesso problemi e danni, le ondate di calore estive, con temperature oltre i 35 gradi, anche quelle un fenomeno abbastanza nuovo, e le ondate di freddo invernale. Sono fenomeni dovuti prevalentemente al riscaldamento degli oceani, che sono il cuore della macchina del clima - spiega Maracchi - La modifica del regime termico degli oceani ha due conseguenze: c'è più vapore acqueo, e quindi piogge e nevicate estreme; e poi c'è più energia». In Italia l'ondata di freddo non dovrebbe avere il carattere eccezionale di quella del febbraio 2012. Nei prossimi giorni, sottolinea Maracchi, «nevicate abbondanti sono senz'altro probabili ma da quello che si vede non dovrebbero essere eccezionali. Febbraio del resto anche climaticamente è il mese più freddo dell'anno». Tutto dovrebbe risolversi entro un paio di settimane. «A quel punto saremo già vicini a marzo: se ci saranno fenomeni estremi saranno più possibili entro febbraio». Piuttosto, lamenta l'esperto «il tema del clima è assente dalla campagna elettorale, nonostante tutte le chiacchiere sulla sostenibilità e la green economy».

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