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L'ironia di Dell'Utri: «Un milione di delinquenti erano pronti a votarmi»

Per un Cosentino furioso c'è invece un Marcello Dell'Utri che prende la sua esclusione con leggerezza.

Il senatore, non ricandidato dal Pdl alle prossime Politiche, spiega alla Zanzara su Radio24 le motivazioni che hanno portato alla sua bocciatura e non rinuncia all'ironia: «Io non mi sento impresentabile - racconta - però Berlusconi mi ha detto che mettendomi in lista perde un milione e mezzo di elettori. Sbaglia, io non ci credo. Così mi sono tolto dalle palle e non si potrà dire mai che ha perso per causa mia». «Io, in realtà - sorride - pensavo di prenderli i voti. Volete che non ci siano un milione e mezzo di delinquenti che mi votano?». Il braccio destro del Cavaliere dice la sua anche sul caso-Cosentino: «Io l'avrei tenuto perché le accuse non stanno in piedi e poi non candidarlo significa mandarlo direttamente a Poggioreale, una cosa assurda». «Siccome sei accusato, sei fuori. Il Pdl non è più il mio partito - spiega ancora Dell'Utri - è un partito che vuole presentarsi pulito». In ogno caso, per Dell'Utri la sua esclusione non è una vittoria del segretarioAngelino Alfano? «No, decide tutto Berlusconi. Se lui mi voleva io ero in lista, che poteva fare Alfano? Berlusconi mi ha chiesto un passo indietro così ha potuto dire di no anche agli altri». Chi l'ha presa meno bene è Alfoso Papa: «Il presidente Berlusconi mi ha personalmente promesso la ricandidatura da circa un anno, riconfermandola in più occasioni, ora non lo voterò più perché mi ha tradito». Tra gli altri nomi al centro delle polemiche c'è quello di Domenico Scilipoti, uno dei «peones» che contribuirono a tenere in vita il governo del Cav dopo lo strappo di Fini. Catapultato inizialmente nella lista del Senato in Abruzzo, l'ex «responsabile» è stato respinto dai dirigenti locali e poi trasferito negli elenchi calabresi, più vicino alla sua terrà d'origine, la Sicilia. Ma anche in questo caso i ras locali non l'hanno presa bene: «Mi spiace in queste ore leggere molte polemiche sulla mia candidatura per il Pdl in Calabria - ha spiegato Scilipoti - pur rispettando l'opinione dei dirigenti locali ricordo che la mia presenza nella lista del Pdl è frutto di un accordo programmatico sulla base di tematiche condivise come l'impignorabilità della prima casa e l'abolizione dell'Imu che mi hanno portato a non presentare una mia lista e a far confluire il Movimento di Responsabilità Nazionale all'interno del Pdl». «È mia intenzione - ha concluso Scilipoti - essere un valore aggiunto per il Pdl e contribuire alla vittoria del centrodestra in Calabria nella speranza che questo possa essere da traino per una affermazione del centrodestra a livello nazionale e per la sconfitta del centrosinistra».

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