Eni next presenta le idee del futuro

Eni Next, la società di corporate venture capital di Eni, ha presentato ieri a Milano presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia l’Eni Next Day 2026. Una giornata dedicata a riunire le startup in portafoglio, investitori e mondo accademico per riflettere sul futuro dell’innovazione nel settore energetico. L’evento, aperto dai saluti di Clara Andreoletti, president & ceo di Eni Next, e dal top management di Eni, si è articolato in tre momenti tematici principali. Il primo ha esplorato le tecnologie cosiddette «moonshot»: dall’energia da fusione con Commonwealth fusion system — realtà statunitense di cui Eni Next è azionista dal 2018 — alla robotica umanoide di Generative bionics, recente ingresso nel portafoglio di Eni Next. Il secondo blocco ha approfondito il tema dei minerali critici, tra sicurezza energetica e innovazione, con la partecipazione di startup in portafoglio e player di settore. La giornata si è conclusa con un panel sullo scenario finanziario globale e i nuovi trend che stanno ridisegnando i flussi di capitale, con l’intervento, tra gli altri ospiti, di Francesco Gattei, chief transition & financial officer di Eni. Nel corso della giornata si sono alternati momenti di pitch delle startup in portafoglio offrendo agli ospiti l’opportunità di entrare in contatto diretto con le realtà dell'ecosistema Eni Next.

Mission e valori

  

Fondata nel 2018 e con sede a Boston, Eni Next è la società di corporate venture capital di Eni. La sua mission è valutare e investire in startup che sviluppano tecnologie innovative per ridurre l’impronta carbonica nella produzione energetica, migliorare l’efficienza delle operazioni industriali di Eni e fornire soluzioni digitali all’avanguardia.

L’approccio distintivo di Eni Next si fonda sul principio dell’open innovation, che integra la ricerca interna di Eni con il dinamismo e la flessibilità delle realtà innovative esterne. Grazie a questo focus strategico, Eni Next si configura come un attore chiave nella strategia di trasformazione di Eni, contribuendo agli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica perseguiti dall’azienda.

Eni Next è stata basata nel dinamico ecosistema di Boston che offre alla Società un immediato accesso alla ricerca avanzata, talenti e tecnologie innovative grazie anche alla partnership strategica con Mit in essere da più di 20 anni. Il settore clean tech in cui opera Eni Next e che a Boston vede la massima espressione, è spesso definito «tough tech» per la sua complessità tecnica, la natura a lungo termine e ad elevata intensità di capitale. Eni Next porta come valore alle start-up la forte competenza in ambito tecnico e tecnologico e la conoscenza approfondita e verticale nel business dell’energia di Eni.

Eni Next mira a stabilire relazioni durature con startup, combinando investimenti finanziari con integrazione strategica al fine di accelerare il percorso di sviluppo e di commercializzazione delle tecnologie e dei business innovativi proposti e avere un impatto nel percorso di Eni nella decarbonizzazione.

PUNTI CHIAVE

Eni Next ha investito a oggi più di 650 milioni di dollari. Il multiplo sul capitale investito è di circa 3X. Ha 23 start-up di cui 4 unicorni (con valutazione superiore a 1 miliardo di dollari): Cfs, Form Energy, Pasqal e EnergyX. Ha una presenza geografica mondiale con un focus sugli Usa pari al 50% e una presenza crescente in Italia del 20%. La strategia di investimento è caratterizzata da un orizzonte temporale flessibile, che consente di entrare sia in iniziative in fase iniziale, dove il concetto è ancora in fase di sviluppo, sia in startup più mature che hanno già un prodotto ma necessitano di supporto per scalare. Questa capacità di investire in diverse fasi, unita all’accesso all’expertise tecnologica di Eni, permette a Eni Next di gestire sia la fase di sviluppo tecnologico iniziale e ad alto rischio, sia la fase di scale-up, dove l’attenzione si sposta sull’espansione del mercato e la ricerca di accordi commerciali e partnership strategiche. Le aree di focus degli investimenti di Eni Next sono concentrate in tre verticali principali, che riflettono il business di Eni e sono tutti intrinsecamente legate al percorso di transizione energetica dell’azienda.

Le aree di investimento includono le enabling solutions: tecnologie che supportano trasversalmente la transizione energetica, come quelle volte, ad esempio, alla produzione dei minerali critici e allo sviluppo di nuovi materiali o quelle nel campo della robotica avanzata (es. robotica umanoide e droni) o di soluzioni digitali (es. quantum computing), che ottimizzano i sistemi energetici e accelerano il passaggio a un futuro energetico sostenibile. Vi è poi l’ambito new energy & decarbonized solutions: startup che promuovono progetti di riduzione delle emissioni e efficientamento delle attività di Eni. Le tecnologie di interesse includono la cattura, utilizzo e stoccaggio della Co2, la fusione a confinamento magnetico, soluzioni per la gestione dell’acqua e per la salvaguardia ambientale. Tra le iniziative intraprese figurano tecnologie per il Ccus, quali membrane ad alte prestazioni, cattura del carbonio basata su sali fusi e direct ocean capture. Infine le renewables, mobility and low carbon products: startup concentrate su attività con una bassa impronta carbonica. Le aree chiave comprendono l’economia circolare, l’elettrificazione e le rinnovabili (come eolico e fotovoltaico, inclusi sistemi di stoccaggio energetico), e la mobilità sostenibile con i carburanti a basse emissioni di carbonio.

Il Portafoglio

Il portafoglio di Eni Next è costituito da 23 start-up distribuite lungo diverse aree strategiche legate alla transizione energetica e all’innovazione tecnologica. Nella fusione: Commonwealth Fusion System, società per lo sviluppo e l’industrializzazione dell’energia da fusione. Una volta industrializzata, questa tecnologia permetterà la generazione di grandi quantità di energia da una reazione senza emissioni e attraverso un processo sicuro, continuo e virtualmente illimitato.

Nell’ambito dello stoccaggio energetico di lunga durata sono presenti Energy Dome, con una batteria innovativa a Co2 per soluzioni di accumulo energetico a lunga durata su scala industriale; E-Zinc, attiva su batterie zinco-aria a lunga durata per applicazioni on-grid/off-grid; Form Energy, con una batteria innovativa ferro-aria a lunga durata per applicazioni su scala di rete e software proprietario. Nella parte Rinnovabili , si contano realtà attive su solari avanzati di nuova generazione: Cosmos Innovation e Swift Solar che sviluppano moduli fotovoltaici tandem perovskite-su-silicio. Sul fronte delle tecnologie per la decarbonizzazione: Cool Planet Technologies, che ha sviluppato un processo di cattura di anidride carbonica su larga scala dai gas di scarico industriali basato su membrane; Mantel Capture, che sta sviluppando la prima tecnologia di cattura basata sui sali fusi; Captura, rimozione di anidride carbonica direttamente dalle acque oceaniche superficiali. Exe Engineering ha sviluppato e brevettato un sistema integrato software-hardware che automatizza e ottimizza la gestione del biogas prodotto in discarica; Thiozen, è invece impegnata nella commercializzazione di un nuovo processo chimico per addolcimento di gas. Di rilievo l’ambito dedicato agli Elementi critici e materiali avanzati: Energy X, attiva nello sviluppo di tecnologie innovative di estrazione diretta del litio, raffinazione e produzione; Tidal Vision che sviluppa e commercializza processi innovativi per l’estrazione, la modifica e la formulazione di prodotti a base di chitosano ;  BeDimensional, attiva nella produzione di nano cristalli a due dimensioni; Phoenix Tailings, società attiva nella raffinazione della terre rare. Gli investimenti sono anche focalizzati sull’area Digital& Robotics: in portafoglio c’è Dronus che ha sviluppato un sistema brevettato, aereo, di drone-in-a-box per applicazioni industriali; Pasqal, start up francese che sviluppa e commercializza computer quantistici; e Generative Bionics che sta realizzando dei robot umanoidi per applicazioni in ambito industriale. Infine il focus resta anche sui Sustainable Fuels, con realtà come  Synhelion, che produce combustibili sintetici rinnovabili dall’energia solare. Un portafoglio quindi ampio in cui coesistano differenti livelli di maturità e di verticali di investimento, in linea con la strategia di neutralità tecnologica di Eni.