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SpaceX debutta a Wall Street: tutto pronto per l’Ipo del secolo. E per qualcuno vale oltre 2.000 miliardi

Leonardo Ventura

Mancano poche ore al debutto di SpaceX al Nasdaq, ma il verdetto dei mercati non regolamentati è già arrivato: sarà un grande successo. I derivati offerti a Singapore, secondo i dati riportati da Bloomberg, prezzano la società di Elon Musk oltre 2.400 miliardi di dollari, con una crescita vicina al 40% rispetto ai 135 dollari per azione fissati in sede di collocamento, che valgono una capitalizzazione di circa 1.770 miliardi. E non è l'unico indizio: anche sulla piattaforma di criptovalute Hyperliquid i future sul titolo viaggiano intorno ai 180 dollari, per una valutazione superiore ai 2.300 miliardi. Sul sito di scommesse Polymarket la probabilità che SpaceX chiuda la prima seduta sopra i 2.000 miliardi di capitalizzazione ha superato il 70%.

Resta da capire se l'euforia degli scambi paralleli si trasferirà sul listino vero. I numeri dell'operazione, del resto, sono senza precedenti: SpaceX ha confermato l'obiettivo di raccogliere 75 miliardi di dollari, il triplo della precedente Ipo record, quella del colosso petrolifero Saudi Aramco nel 2019 con 29,5 miliardi. L'azienda ha venduto 555,6 milioni di azioni a 135 dollari l'una e ha la facoltà di emetterne altre in base alla domanda, fino a portare l'incasso a un massimo di 86 miliardi. Con una valutazione di 1.765 miliardi di dollari, entrerà direttamente tra le dieci maggiori capitalizzazioni al mondo. La domanda non manca. "C'è una buona probabilità che il titolo balzi oggi una volta quotato" spiega all'AFP Jay Ritter, specialista di Ipo all'Università della Florida, secondo cui la richiesta degli investitori istituzionali appare quattro volte superiore ai titoli che verranno loro effettivamente venduti. La società è talmente sicura del proprio richiamo da aver riservato una quota insolitamente ampia delle nuove azioni agli investitori individuali, pronti secondo Bloomberg ad assorbire fino a 100 miliardi di dollari di titoli. Per il Wall Street Journal l'esito della prima seduta sarà anche un termometro decisivo dell'appetito del mercato per le mega quotazioni di OpenAI e Anthropic attese entro fine anno.

  

I conti, però, raccontano un'altra storia. La crescita del gruppo ha rallentato l'anno scorso e nel 2025 la società ha perso quasi cinque miliardi di dollari, appesantita dagli investimenti massicci nell'intelligenza artificiale. "Se guardate i bilanci, non c'è modo di giustificare una simile valutazione" osserva ancora Ritter, "ma il mercato non lo farebbe se non credesse almeno in parte alle proiezioni ottimistiche" della società. Quello che Musk vende agli investitori, più ancora delle attività che già generano ricavi come il lanciatore Falcon o la rete Starlink — il 65% del totale — è un potenziale fatto di mercati e tecnologie che ancora non esistono, come i data center nello spazio: nessun'altra azienda di queste dimensioni parla di colonizzare la Luna o Marte. "L'Ipo di SpaceX è a nostro avviso un momento importante per l'intero settore tecnologico, mentre la rivoluzione dell'IA entra in una nuova fase" hanno scritto gli analisti di Wedbush Securities. Banchieri e trader si attendono comunque una seduta nervosa, anche per il peso degli investitori retail: chi prevede una corsa agli acquisti da parte dei piccoli risparmiatori teme che possano uscire con la stessa rapidità con cui sono entrati. Invece di presentare agli investitori una forchetta da affinare con i loro riscontri, la società ha fissato fin dall'inizio una cifra esatta, 135 dollari, rinunciando alla tradizionale fase di scoperta del prezzo.