Analisi di mercato
Con la guerra in Iran boom delle auto elettriche: in Italia +65% in un anno
Le vendite di auto elettriche sono aumentate del 51% in Europa in appena mese scorso, a causa dell'aumento dei costi della benzina e del diesel dovuto alla guerra in Iran e al blocco della navigazione nel Golfo Persico. Germania, Francia, Spagna, Italia e Polonia hanno registrato un aumento del 40% nell'adozione di veicoli elettrici nel primo trimestre dell'anno. E proprio l'Italia visto un aumento del 65% su base annua a marzo, sebbene la quota di mercato complessiva rimanga ancora bassa, attestandosi all'8,6% delle vendite rispetto al 28% della Francia. Secondo un'analisi dei dati di vendita in 15 paesi condotta da New AutoMotive e E-Mobility Europe, a marzo sono stati immatricolati 224 mila nuovi veicoli elettrici e nei primi tre mesi dell'anno ne sono stati immatricolati 500mila, con un incremento del 33,5% rispetto al 2025.
Dall'inizio della guerra in Iran alla fine di febbraio, l'interesse degli acquirenti per le auto elettriche è aumentato in tutta Europa per via dell'aumento del costo della benzina dovuto al blocco dello Stretto di Hormuz da cui transita il 20% del traffico mondiale dei carburanti. Dal 28 febbraio, data di inizio della guerra tra Usa, Israele e Iran, soltanto una manciata di petroliere è riuscita ad uscire dal Golfo Persico. Centinaia sono ancora quelle bloccate e oggi il prezzo del greggio è tornato a salire raggiungendo la quotazione di 94,73 dollari al barile. Mentre il presidente Usa Donald Trump ha ripetutamente criticato le "centrali eoliche" europee e la spinta verso un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili, i dati suggeriscono che il conflitto in Iran sta accelerando l'abbandono dei motori a combustione. La Norvegia ha registrato il maggior numero di automobilisti che sono passati all'elettrico, con il 98% di tutte le nuove auto vendute a marzo che erano veicoli elettrici, seguita dalla Danimarca con il 76% e dalla Finlandia con quasi il 50%.