Guerra commerciale

Project Vault, la cassaforte di terre rare di Trump in funzione anti-cinese

Leonardo Ventura

Una cassaforte da 12 miliardi di dollari per blindare l'industria americana dalle scosse geopolitiche e ridurre la dipendenza della Cina. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la nascita di Project Vault, una riserva strategica di minerali critici destinata a garantire forniture stabili a settori chiave come automotive, tecnologia, difesa ed energia, sul modello della Strategic Petroleum Reserve creata negli anni Settanta dopo lo shock petrolifero. Il progetto prevede un finanziamento iniziale da 10 miliardi di dollari sotto forma di prestito quindicennale della Us Export-Import Bank (Ex-Im), affiancato da circa 1,67 miliardi di capitale privato. "Lanciamo quello che sarà conosciuto come Project Vault per garantire che le aziende ei lavoratori americani non subiscano mai danni a causa di eventuali carenze", ha dichiarato Trump dalla Casa Bianca, affiancato dall'amministratore delegato di General Motors Mary Barra e dall'imprenditore del settore minerario, Robert Friedland. Il presidente ha sottolineato di aspettarsi anche un ritorno economico dall'operazione.

La nuova riserva, una prima assoluta per il settore civile statunitense, sarà composta da terre rare e minerali critici come gallio e cobalto, indispensabili per la produzione di telefoni cellulari, batterie, motori per jet, radar e veicoli elettrici. L'obiettivo è attenuare l'impatto di improvvise interruzioni delle forniture e di forti oscillazioni dei prezzi, in un contesto globale segnato da crescenti tensioni. Il nodo centrale è la Cina. Pechino controlla circa il 70% dell'estrazione mondiale di terre rare e quasi il 90% della lavorazione, un dominio che negli ultimi anni si è tradotto in una leva politica e commerciale sempre più evidente. Lo scorso anno, durante il confronto innescato dai dazi imposti da Washington, la Cina ha ristretto l'esportazione di alcuni materiali strategici, costringendo diversi produttori statunitensi a rallentare o ridurre la produzione. "Non vogliamo mai più rivivere quello che abbiamo passato un anno fa", ha detto Trump, riferendosi a quel braccio di ferro.

  

Il progetto coinvolge già più di una decina di grandi gruppi industriali, tra cui Gm, Stellantis, Boeing, Corning, Ge Vernova e Google. Tre case di trading specializzate nelle materie prime, Hartree Partners, Traxys North America e Mercuria Energy Group, si occuperanno degli acquisti e del riempimento della riserva. L'annuncio ha avuto effetti immediati sui mercati: i titoli di diverse società statunitensi attive nelle terre rare e nei metalli critici sono balzati nelle contrattazioni. Parallelamente, l'Amministrazione sta intensificando la diplomazia delle materie prime. Gli Stati Uniti hanno già siglato accordi di cooperazione con Australia, Giappone, Malesia e altri Paesi e puntano ad ampliare ulteriormente la rete. 

Il tema sarà al centro della conferenza ministeriale sui minerali critici in programma domani a Washington, al Dipartimento di Stato, con la partecipazione del segretario di Stato, Marco Rubio, e del vicepresidente JDVance, che apriranno i lavori. All'incontro prenderà parte anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme a rappresentanti di diversi Paesi europei, africani e asiatici, a conferma della dimensione sempre più internazionale della sfida sulle catene di approvvigionamento. Il Project Vault sarà il tema centrale della conferenza, durante la quale dovrebbero essere firmati anche diversi accordi bilaterali volti a migliorare e coordinare la logistica della catena di approvvigionamento. Il Dipartimento di Stato Usa ha dichiarato nella nota di lancio dell'evento che l'incontro "creerà uno slancio per la collaborazione" tra i partecipanti al fine di garantire l'accesso alle terre rare