Il centro

Varese la «Città Giardino» che accoglie tra verde e luce

Leonardo Ventura

Ci sono luoghi che non si attraversano soltanto con i passi, ma si vivono con l’anima. Varese è uno di questi. Soprannominata la «Città Giardino », accoglie chi arriva con un abbraccio fatto di verde, di luce e di silenziosa eleganza. Camminando nel cuore della città, ci si perde tra scorci d’altri tempi e atmosfere raffinate: il Palazzo Estense, con i suoi giardini all’italiana, sembra
sussurrare storie di epoche lontane, tra aiuole fiorite e sentieri che si snodano con grazia, incorniciando il profilo maestoso dell’edificio. È un luogo che invita alla lentezza, alla meraviglia, al dialogo silenzioso tra storia e natura. Ma Varese non è solo città: è un intreccio emozionante di natura, arte e spiritualità. È sufficiente volgere lo sguardo verso l’orizzonte per scoprire le sue mille anime: laghi incastonati tra le colline, boschi che sussurrano al vento e luoghi sospesi tra terra e cielo.Uno di questi è senza dubbio Santa Caterina del Sasso, un eremo aggrappato a picco sulla roccia, sopra le acque tranquille del Lago Maggiore. Oggi, grazie al nuovo collegamento diretto via lago da Laveno Mombello, è ancora più facile raggiungerlo e lasciarsi incantare dalla sua atmosfera sospesa tra storia e silenzio. Navigare verso l’eremo regala una prospettiva unica: le pareti rocciose che emergono dall’acqua sembrano proteggere questo luogo mistico, rendendo l’arrivo un’esperienza quasi sacra. Lì, tra affreschi antichi e il profumo umido della pietra, il tempo rallenta. La vista sul lago è un abbraccio profondo, che emoziona e invita alla contemplazione. Poco più in là, su uno sperone roccioso che guarda verso il blu del lago, sorge la Rocca di Angera, custode silenziosa di secoli di storia.

Camminare tra le sue mura, affacciarsi dalle sue torri, perdersi nei giardini medievali curati con amore: tutto parla di un passato ancora vivo. Il Museo della Bambola e del Giocattolo, ospitato al suo interno, aggiunge un tocco delicato e sorprendente, come un sussurro d'infanzia tra mura possenti. È uno di quei luoghi dove ogni angolo racconta, ogni oggetto custodisce emozioni, ogni finestra si apre su una storia. E poi ci sono i sentieri, i piccoli borghi, i riflessi d’acqua che si rincorrono tra il Lago di Varese, quello di Monate e Comabbio. Ogni stagione dona colori diversi, emozioni nuove. In primavera, il profumo delle camelie invade i parchi e i giardini storici. In estate, le giornate si allungano e invitano a gite in barca, in bici o a
piedi lungo i percorsi che attraversano le Prealpi varesine.

  

In autunno, le foglie accendono i boschi con toni caldi e malinconici. E in inverno, il silenzio regala introspezione, e i laghi sembrano sonnecchiare sotto la luce lattiginosa del cielo, come in attesa di una nuova rinascita. Nel cuore del verde, si nascondono altri gioielli: come il Parco di Villa Toeplitz, con i suoi giochi d’acqua, le fontane, i sentieri ombreggiati e la
quiete perfetta per perdersi nei pensieri. O come Villa Panza, con le sue opere d’arte contemporanea che dialogano con la luce, con gli spazi, con l’anima. Qui, l’arte non è solo da guardare: è da sentire. È un’esperienza che resta dentro, come un’eco gentile che ti accompagna anche dopo. Visitare Varese e il suo territorio è come entrare in una dimensione sospesa, dove la bellezza non si impone, ma si lascia scoprire, passo dopo passo. È un viaggio fatto di dettagli e di emozioni, di cammini interiori e panoramiche tolgono il fiato.È un incontro tra uomo e natura, tra storia e modernità, tra silenzio e poesia. Un viaggio che non finisce con la partenza: ti resta dentro.