forti cali
Dazi, nuova giornata da profondo rosso per i mercati: venerdì nero per la Borsa di Milano
La Borsa di Milano sprofonda nuovamente e chiude la settimana azzerando i guadagni del 2025. Il Ftse Mib ha chiuso in calo del 6,53% a 34.649,22 punti, sui livelli dello scorso 6 gennaio, dopo che già ieri aveva perso il 3,6% sulla scia dell'annuncio dei dazi statunitensi imposti dall'amministrazione Trump. Quella di oggi non è la peggior seduta di sempre, record registrato con il -16,92% del 12 marzo 2020 nel pieno della crisi Covid, ma si avvicina al -6,8% del 3 marzo 2020 a ridosso dello stop mondiale causato dal coronavirus.
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Sorte non dissimile alle Borse europee, che chiudono con forti cali anche se inferiori alla maglia nera di Milano. Francoforte perde il 5,09%, Parigi il 4,26%, Londra il 4,94% e Amsterdam il 4,12%, mentre fa peggio Madrid con -6,12%. Partenza in forte calo anche per Wall Street, con Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq che dopo metà seduta hanno sfiorato cali del 5% dopo che il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha affermato che "ci troviamo di fronte a una prospettiva altamente incerta con rischi elevati sia di disoccupazione più elevata che di inflazione più elevata" e che "mentre è altamente probabile che le tariffe generino almeno un aumento temporaneo dell'inflazione, è anche possibile che gli effetti possano essere più persistenti". Parlando a un evento ad Arlington, in Virginia, ha sottolineato che per la Fed è il caso di "attendere maggiore chiarezza prima di prendere in considerazione eventuali" ulteriori tagli dei tassi.
A Piazza Affari con l'eccezione di Diasorin (+1,66%), i principali titoli del Ftse Mib hanno registrato forti perdite concentrate sui titoli bancari, assicurativi e del risparmio gestito: per Azimut (-12,6%), Leonardo (-12,41%), Monte Paschi Siena (-12,2%), Nexi (-11,47%), Unipol (-10,53%), Bper Banca (-10,49%), Mediobanca (-10,35%), Banca Popolare di Sondrio (-9,66%), Banca Mediolanum (-9,65%) e Unicredit (-9,58%). È tornato a salire anche lo spread tra Btp e Bund tedesco, dai 114 punti dell'apertura a una chiusura a quota 120 punti base ai livelli di gennaio.