Take your time

I quattro poli Fs raccontati dall’arte

Leonardo Ventura

La nuova struttura organizzativa del Gruppo Fs Italiane raccontata attraverso l’arte contemporanea. Da questa premessa nei giorni scorsi ha preso il via dallo scalo Farini di Milano la prima di una serie di iniziative per accompagnare e reinterpretare, servendosi di creatività e innovazione, la trasformazione di Ferrovie dello Stato con i suoi quattro nuovi Poli di business: Infrastrutture, Passeggeri, Logistica e Urbano, nati con l’obiettivo di sviluppare un sistema di infrastrutture e di mobilità sempre più integrati e sostenibili a beneficio del Paese. per una «città dei 15 minuti», con servizi e funzioni a portata di mano, centri urbani a misura di persona, spazi verdi e socialità in cui la ricucitura urbana avvenga senza ulteriore consumo di suolo. Con questo progetto artistico il Gruppo Fs Italiane guidato da Luigi Ferraris punta ad abbracciare e comunicare i valori su cui l’azienda vuole investire come l’innovazione, la forza della trasformazione, l’importanza del cambiamento e della rigenerazione, un invito a riflettere su quello che le stesse Ferrovie hanno voluto chiamare un «Tempo nuovo» nel presentare, nel maggio 2022, il loro Piano industriale decennale 2022-2031.

IL POLO URBANO - Con il supporto del gruppo Hdrà e del curatore artistico Renato Fontana, Take your time di Fs Italiane ha iniziato il suo viaggio per l’Italia partendo, a Milano, dal Polo Urbano, un’occasione in cui Umberto Lebruto, amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani, società capofila del Polo Urbano, ha voluto ricordare come Ferrovie dello Stato punti a rimettere a disposizione dei cittadini gli immobili del gruppo non più funzionali all’esercizio ferroviario, presenti in su tutta la rete nazionale, dando loro una nuova vita. «Con quale modalità? Soprattutto quella che rigenera urbanisticamente il quartiere, attraverso un benessere di tipo sociale, economico e soprattutto ambientale», spiega il manager della società capofila del Polo Urbano: «Ciò che vorremmo lasciare a Milano è un segno evidente di mobilità integrata fra quella urbana e quella ferroviaria, ricucendo la frattura storica rappresentata dalle infrastrutture ferroviarie non più utilizzate, lasciando funzioni ai cittadini di benessere sociale e soprattutto di sostenibilità ambientale. Quest’anno cercheremo un investitore che, insieme a noi, vorrà investire su questo scalo». Intanto la città si appresta a vedere la nascita di un nuovo quartiere residenziale, direzionale e ricettivo, con più del 65% destinato a verde pubblico e soluzioni di social housing.

  

LA PRIMA TAPPA DEL PROGETTO E LE OPERE - Il focus delle quattro installazioni artistiche presentate allo Scalo Farini martedì scorso in occasione delle prima tappa di Take your time, è stato posto sulle città del futuro sostenibili, interpretate e lette attraverso opere d’arte contemporanee che hanno sottolineato il legame tra le città, i bisogni umani, il territorio e la natura. Nell’occasione l’artista Jonathan Calugi ha realizzato l’opera Una casetta piccola così, che ha visto l’edificio dello Scalo Farini- nell’area recuperata dal Polo Urbano del Gruppo Fs - decorato con un pattern in cui natura, volti umani e comportamenti virtuosi creano un motivo di grandissimo impatto visivo e valoriale. Luca Font e Alkanoids hanno invece curato le installazioni Un Gigante innamorato in cui, grazie alla realtà aumentata, i tatuaggi di un Gigante prendono magicamente vita creando una esperienza immersiva, e La Mano, in cui sempre con la realtà aumentata la mano del gigante indica la direzione per la città del futuro interpretando l’idea di sostenibilità del Polo Urbano. Infine, l’artista Parigi1876, ha ideato e curato l’opera Light Design, un’installazione luminosa alimentata dai pannelli solari che vuole rispondere in maniera interattiva alla domanda: che città e che ritmo ci sarà nella tua vita? Nelle quattro installazioni luoghi e tempo diventano due dimensioni intimamente connesse, capaci di trasmettere calma interiore per prendersi il tempo che serve per rivendicare uno spazio da esplorare e interpretare.