Investimenti per l'Italia

Nel 2021 dalle Ferrovie dello Stato 2,6 miliardi di euro ai fornitori

Investimenti da record che, oltre a permettere di realizzare infrastrutture ferroviarie e stradali moderne e sostenibili, producono occupazione, crescita, e generano ricchezza con importanti impatti economici sul Sistema Paese. Basta qualche numero estrapolato dalla relazione finanziaria 2021 del Gruppo FS Italiane pe comprendere come, anche nel 2021, e nonostante gli effetti ancora forti della pandemia, FS abbia garantito pieno sostegno allo sviluppo del Paese, e in particolare al settore delle costruzioni e degli appalti, attraverso immissione di anticipazioni ai fornitori per circa 2,6 miliardi di euro. Un numero in crescita, sia rispetto al miliardo del 2020 ma anche rispetto ai 381 milioni di euro del 2019, anno in cui le conseguenze della pandemia, che da due anni fa sentire il suo peso sui conti delle aziende di tutto il mondo, erano ancora lontane.

Le anticipazioni

  

Nel dettaglio, si legge nel bilancio del Gruppo FS guidato dall’amministratore delegato Luigi Ferraris, dei 2,6 miliardi di anticipazioni alla filiera, 2,3 miliardi sono stati riconosciuti quali anticipi contrattuali alle imprese fornitrici del settore operativo infrastruttura (cioè i progetti di RFI, la controllata di FS gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, e circa 300 milioni per anticipi contrattuali alle imprese fornitrici del gruppo Anas (altra controllata di FS, lato strade e autostrade). Numeri che hanno un solo significato: nonostante la coda della pandemia – il 2021 è stato un anno ancora fortemente colpito dalle disposizioni governative che per limitare la diffusione del virus hanno imposto restrizioni anche importanti alla mobilità – FS ha continuato a generare valore e a distribuirlo alla collettività. “Attraverso l’analisi del valore economico distribuito ai propri stakeholder – si legge nella Relazione – pari a circa 10,5 miliardi di euro, si evidenzia il flusso di risorse indirizzate ai propri dipendenti, ai propri fornitori di beni, servizi e capitali, alla pubblica amministrazione alle comunità nelle quali il Gruppo è presente e opera”.

 

 

Gli occupati

Altro dato: sempre nel 2021, FS ha generato per il Sistema Paese un impatto economico pari all’1,6% del Valore Aggiunto nazionale e un impatto occupazionale equivalente pari a oltre 290 mila nuovi posti di lavoro, in modo diretto, indiretto e indotto, attraverso la propria attività operativa e gli investimenti in aumento.

Gli investimenti

Nell’ultimo anno, infatti, FS ha messo in campo investimenti per 12,5 miliardi di euro. Un valore mai raggiunto prima con una crescita del 40% rispetto al 2020. Il 98% di questi investimenti ha avuto ricadute sul territorio nazionale e oltre 10 miliardi di euro sono stati investiti in infrastrutture ferroviarie e stradali. L’obiettivo è realizzare infrastrutture resilienti, sostenibili, interconnesse tra di loro così da contribuire a ridurre il gap tra Nord e Sud d’Italia e connettere il Meridione all’Europa.

Gli effetti della pandemia

Il 2021 è stato l’anno del ritorno all’utile per FS, dopo un 2020, che ha chiuso con un Risultato Netto di esercizio positivo, pari a 193 milioni di euro, dopo i pesanti effetti sui risultati dell’anno 2020 (risultato a -562 milioni di euro) connessi con la diffusione della pandemia. Anche l’ultimo anno non è stato immune. Per frenare l’aumento dei contagi il governo anche nel 2021 ha messo in azioni di contenimento del virus, con ripercussioni sulla mobilità e sulla capienza dei treni. Trenitalia, ad esempio, ha continuato a far viaggiare i suoi treni durante le limitazioni, con capienze e tassi di riempimento obbligati. Circostanze che hanno ovviamente pesato sui conti delle aziende di trasporto italiane, ma anche europee. I vari governi, infatti hanno anche adottato interventi per assicurare un sostegno economico in favore delle categorie più colpite dalle restrizioni. La ristorazione, il turismo, il trasporto pubblico locale, i trasporti su ferro e gomma. I cosiddetti contributi a ristoro, che hanno avuto il compito, quindi, d sanare e situazioni di emergenza. Anche per il Gruppo FS, ad esempio, i ricavi del 2021, saliti rispetto al 2020 a 12,2 miliardi di euro, hanno incluso l’iscrizione di contributi a ristoro previsi dalle varie leggi, per un totale di 958 milioni di euro, in misura inferiore del 9,1% rispetto al 2020. Non un aiuto di stato, insomma, ma una misura prevista a livello nazionale e internazionale per quanto meno mitigare gli effetti della pandemia.

 

 

I ricavi

Nel dettaglio, si legge nella Relazione finanziaria, i ricavi da servizi di trasporto, pari a 5,8 miliardi di euro, hanno segnato un incremento di 730 milioni di euro rispetto al 2020, sia in ambito nazionale che internazionale. Nello specifico,” tutte le componenti legate al trasporto mostrano un segno positivo, sostanzialmente per effetto della rinnovata mobilità di persone e merci, pur limitata e soprattutto disomogenea nel tempo e nello spazio”: sono aumentati infatti sia i ricavi relativi ai servizi passeggeri su ferro Long Haul  (Av e Intercity) e Short Haul (trasporto regionale), complessivamente +695 milioni di euro circa, che i ricavi connessi al trasporto passeggeri su gomma e marittimi (+2 milioni di euro) e al trasporto merci su ferro (+33 milioni di euro).

La sostenibilità

Per la sostenibilità ambientale, FS Italiane conferma il miglioramento del trend delle emissioni, anche a fronte di un generalizzato aumento dei consumi energetici (2,06 mln di tonnellate di CO2 equivalente contro i 2,8 mln di tonnellate del 2020). Uno scostamento riconducibile prevalentemente al rinnovo dei treni con mezzi a più alta efficienza energetica e al miglioramento del mix di generazione elettrico. In questi anni sono arrivati sui binari italiani – e stanno arrivando – i nuovi Rock e Pop. Mentre è in corso il road show del treno Blues, ibrido a tripla alimentazione elettrico, diesel e batterie, le cui consegne sono previste già da quest’anno.

 

Green bond

Il Gruppo, nel 2021, si è ulteriormente impegnato sul tema della mitigazione del rischio derivante dal cambiamento climatico, Anche con gli strumenti di finanza sostenibile. In particolare nel corso del 2021 sono stati collocati due green bond: il primo a marzo, per il valore di 1 miliardo di euro, a favore di Trenitalia per finanziare nuovi treni Frecciarossa 1000 e nuovi treni regionali Pop & Rock; il secondo, a dicembre, per il valore di 350 milioni di euro, con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), che per la prima volta è intervenuta a sostegno dell’acquisto di convogli moderni ad alta velocità da parte di Trenitalia per le linee italiane e spagnole.