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G7, c'è l'accordo sulla tassazione globale per le multinazionali. Mario Draghi: "Passo storico"

Un accordo che prevede "il principio di un'imposta globale minima sulle grandi imprese di almeno il 15%, operata Paese per Paese". A questo sono giunti i ministri delle Finanze del G7, riuniti a Londra. Un accordo "storico", lo ha definito il Cancelliere dello Scacchiere inglese Rishi Sunak, "che richiederà ai più grandi giganti tecnologici multinazionali di pagare la giusta quota di tasse". Secondo il Tesoro britannico, "le maggiori imprese globali, con margini di profitto di almeno il 10%, vedranno il 20% di tutti gli utili al di sopra di tale soglia riallocato e tassato nei Paesi dove effettuano vendite".

"Saluto con grande soddisfazione l'accordo sulla tassazione delle multinazionali raggiunto oggi a Londra dai ministri delle finanze del G7. È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini", commenta il premier Mario Draghi.

  

Alla riunione di Londra era presente il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, che definisce quello di Londra un "grande passo verso un accordo globale senza precedenti sulla riforma della tassazione delle imprese". E rilancia: "Ora dobbiamo fare l'ultimo miglio per espandere questo consenso a tutti i membri del G20 e a tutti i paesi coinvolti nel quadro inclusivo dell'Ocse. La Commissione contribuirà attivamente a queste discussioni multilaterali in corso per garantire il raggiungimento di un accordo ambizioso a luglio". Il principio, per Gentiloni, è semplice: "Tra Paesi - ragiona a margine - non può esserci concorrenza sleale quindi ci vuole una tassazione minima di base per tutti". La sua convinzione è che "un'intesa globale porterà ad un accordo anche tra i 27 Paesi dell'Unione". E rimarca come ad essere tassati saranno "i grandi giganti vincitori della crisi". Dall'Europa la notizia viene accolta con favore sia dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che parla di "grande passo avanti verso l'equità e la parità di condizioni", sia dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, secondo cui va nella giusta direzione per "uscire dalla crisi del Covid-19 con maggiore uguaglianza".

Plaudono all'accordo anche la segretaria al Tesoro statunitense Janet Yellen, che lo definisce "un impegno senza precedenti" per porre fine "alla corsa al ribasso nella tassazione delle società", e il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire. Mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio precisa che "le multinazionali non possono arricchirsi sulle spalle dei nostri imprenditori e di tutti i cittadini che faticano dalla mattina alla sera, pagando regolarmente le tasse".