grido d'aiuto

Confimpresaitalia: "Servono aiuti del governo, gli imprenditori sono lasciati soli"

In tempi difficili tutti siamo chiamati a grandissimi sacrifici. Le prime attenzioni del Governo, ovviamente, sono rivolte alla salute pubblica e questo ha innescato una serie di chiusure che stanno creando delle conseguenze pesantissime sull’economia italiana e soprattutto sul futuro delle piccole e medie imprese. Chi da sempre si è schierato al fianco delle Pmi, vero motore dell’intero Paese, è il dott. Luigi Manganiello (docente, imprenditore, professionista e manager sindacale con oltre 30 anni di esperienza), Presidente Nazionale di Confimpresaitalia, Associazione di rilevanza nazionale che raccoglie oltre 9.000 imprese e professionisti iscritti, ed è presente in 16 Regioni con 85 sedi. Nata nel 2016 – con sede legale a Roma, presso Palazzo Valadier in Piazza del Popolo 18, e sede operativa ad Avellino, in via Circumvallazione 108 – è un’organizzazione sindacale fondata da un gruppo di imprenditori italiani con il compito di tutelare gli imprenditori stessi sotto diversi ambiti: economico finanziario, tecnologico ed ambientale, assicurandone la rappresentanza nei confronti delle istituzioni, delle varie autorità e altri enti.

  

Considerando il momento particolare che stiamo vivendo, cosa pensa dei provvedimenti presi dal governo per fronteggiare la crisi, soprattutto per aiutare le medie e piccole imprese? 

«Credo che gli aiuti e i provvedimenti presi non siano affatto sufficienti, c’è tutto un settore abbandonato. Il Governo si è impegnato, per ora a parole, a raddoppiare gli aiuti alle attività che anche ora si trovano a non poter lavorare, ma i problemi di queste misure sono palesi: innanzitutto sarebbe stato necessario, da settembre in poi, aiutare le piccole imprese attraverso l’erogazione di aiuti a fondo perduto, come era stato fatto per il lockdown primaverile, basandosi sul fatto che moltissime attività hanno ridotto anche del 100% il fatturato rispetto allo stesso mese del 2019, esattamente come succede in alcuni Paesi europei come la Svizzera, servizi alle imprese e tutte quelle piccole cooperative che lavorano nel settore dei servizi e della produzione. Mi rendo conto che gestire una situazione senza precedenti come questa non sia facile, ma allo stesso tempo mi trovo costretto a constatare che le piccole e medie imprese sono state letteralmente abbandonate a loro stesse. Ovviamente io mi trovo a dover parlare di piccole e medie imprese perché i grandi colossi stanno solo guadagnando da questa crisi. Parlo dei grandi gruppi agroalimentari, case farmaceutiche e tutto quell’apparato che orbita nel business del delivery e delle vendite online. Inoltre contrariamente alle difficoltà e ai sacrifici dei piccoli imprenditori, la platea dei dipendenti statali non ha subito nessuna perdita economica».

Cosa aiuterebbe nel concreto le piccole e medie imprese italiane? 

«Ovviamente l’erogazione di aiuti a fondo perduto, non c’è altro modo. Come dicevo poc’anzi tutti i Paesi europei che hanno imposto la chiusura delle attività sono stati più che celeri ad aiutare le imprese. Qui si parla tanto ma alla fine i provvedimenti presi non aiutano gli imprenditori. Io non voglio fare lo strillone, ma la mia posizione mi impone di fare da portavoce a tutta una costellazione di imprese che versano in una situazione di difficoltà estrema. Bisogna intervenire in quelle molteplici situazioni di perdita totale di fatturato. Ecco questo a mio avviso manca totalmente nella strategia di aiuti del nostro attuale Governo. Un’altra sfida della nostra confederazione sarà quella di far tornare le nostre imprese più forti sui mercati esteri. Dobbiamo cercare di tenere alto il nome del Made in Italy, ora più che mai. Purtroppo se non si interviene con fiscalità di vantaggio per le imprese italiane, quest’ultime saranno costrette a delocalizzare in altri Paesi». 

Crede che nel 2021 la situazione migliorerà? 

«Nonostante tutto rimango molto fiducioso, ogni momento di crisi rappresenta in secondo luogo un momento di opportunità. Ovviamente spetterà a ogni singolo imprenditore dimostrare di sapersi rialzare e soprattutto di avere coraggio. Sono convinto che ce la faremo».

 

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