senza fondi

Decreto liquidità, il bazooka è una miccetta. Di 400 miliardi ce n'è uno

Filippo Caleri

Potenza della leva, non quella di Archimede, ma quella finanziaria che autorizza, chi spara con il «bazooka», ad annunciare soldi a valanga per le imprese. In realtà trattandosi di garanzie, e dunque di fatto di assicurazioni, allo Stato italiano il decreto liquidità annunciato come immissione di una quantità di soldi poderosa non costa quasi nulla. Sì, i 200 miliardi in ballo sono solamente una proiezione futura di quello che potrebbe costare al Tesoro un ipotetico default collettivo dell’intero Paese (trattasi di cigno nero e dunque di evento catastrofico), in realtà alle casse del ministero dell’Economia il provvedimento non costa quasi nulla. O meglio in termini tecnici si dice che è a «saldo zero» e dunque finanziato senza emettere debito, ma con lo spostamento di somme già previste nel bilancio. Quanto? Non certo la potenza di fuoco utilizzata a fini comunicativi ma molto meno. Qualcosa di più 1,3 miliardi, trovati nelle pieghe del bilancio dello Stato, dunque già iscritti nelle competenze discusse con la Commissione, e soprattutto da finanziare senza fare deficit aggiuntivo rispetto a quello già contrattato. Un segno inequivocabile che a via XX settembre di aprire i cordoni della borsa anche in nome dell’emergenza non se ne parla proprio. E qualche scricchiolio nella maggioranza sul tema si avverte nella nuova disputa tra i grillini e i vertici Mef. In attesa di chiarimento politico e fino a che non si capirà la decisione in sede europea su quali e quanti soldi saranno disponibili per sostenere i paesi più deboli come l’Italia nella lotta al Covid-19 e alle sue conseguenze economiche non si muove un euro in più rispetto a quanto stabilito. Anche perché non aumentare deficit... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI