IL MERCATO IMMOBILIARE

Tre famiglie su quattro proprietarie di casa. Calano i prezzi nel Lazio

Daniele Di Mario

Italiani ancora proprietari di casa: ben tre famiglie su 4, il 75,2% del totale, vivono in un’abitazione di proprietà con una superficie media di 117 metri quadrati e un valore che si aggira intorno ai 162mila euro. Complessivamente, includendo anche le relative pertinenze, le case degli italiani valgono 5.526 miliardi di euro, mentre il valore complessivo del patrimonio abitativo supera i seimila miliardi. I dati sono contenuti nella settima edizione del rapporto "Gli Immobili in Italia", la pubblicazione biennale - i dati di questo volume sono relativi al 2016 - che fotografa il patrimonio immobiliare italiano realizzata dall’Agenzia delle Entrate e dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia in collaborazione con il partner tecnologico Sogei. Quasi il 60% dei 57 milioni di immobili di proprietà di persone fisiche in Italia è utilizzato come abitazione principale o pertinenza: le prime case sono il 34,2%, pari a 19,5 milioni di unità, cui si somma un 23,3% di cantine, soffitte, box o posti auto. Gli immobili in affitto sono circa 6 milioni (10%), mentre 6,2 milioni (11%) sono quelli lasciati a disposizione. Infine, ammontano a circa 1,2 milioni, poco più del 2% del totale, gli immobili concessi in uso gratuito a familiari o ad altri comproprietari. Al Sud sono utilizzate come abitazione principale il 53,5% del totale delle abitazioni delle persone fisiche, al Nord e al Centro la quota è più elevata, rispettivamente 56,8% e 58,5%. Indipendentemente da chi sia il soggetto proprietario, poco meno del 50% del valore residenziale nazionale è concentrato al Nord, mentre il restante 50% è diviso tra l’area del Centro e l’area del Sud e delle Isole. Il patrimonio immobiliare residenziale più alto è in Lombardia (1.006,2 miliardi) e Lazio (761,8 miliardi). Il prezzo delle case è in diminuzione: più del 3% col segno meno nel Lazio, in Liguria e nelle Marche, in Toscana è -2,9% mentre per Veneto e Abruzzo la flessione è del 2,5%. Sotto il 2% il calo nelle restanti regioni. Fanno eccezione solo la Lombardia, in cui il valore delle case è rimasto stabile, e il Trentino-Alto Adige, unica regione a segnare un aumento del valore medio, +0,8%. Per quanto riguarda Roma, il valore complessivo delle abitazioni è pari a circa 460 miliardi con una superficie media di 103 metri quadrati e un valore di circa 323 mila euro (3.150 €/m2), superando i 740 mila euro nelle zone centrali più pregiate. Il 71% dello stock residenziale è impiegato come abitazione principale, il 14% è dato in affitto, il 2,5% in comodato ai familiari. Superano, invece, la quota del 19% gli immobili dati in locazione a Milano e Napoli, mentre è più bassa la percentuale di case utilizzate come abitazione principale (rispettivamente il 66,1% e il 58,9%). Per quanto riguarda Milano, inoltre, il valore complessivo delle abitazioni stimato per il 2016 è pari a circa 207,4 miliardi di euro, con una superficie media per abitazione di 88 metri quadrati e un valore medio di 261 mila euro (2.960 €/m2). Infine, a Napoli si evidenzia un valore complessivo delle abitazioni di circa 104,5 miliardi di euro. La superficie media di un’abitazione è 102 metri quadrati e il valore medio 239 mila euro (2.353 €/m2). I lavoratori dipendenti e i pensionati costituiscono l’82,5% dei proprietari di abitazioni (e relative pertinenze): più della metà dei proprietari risiede al Nord (50,7%), il 23,1% al Centro e il 26,2% al Sud e nelle Isole. Le donne proprietarie di abitazioni sono circa 800 mila in meno degli uomini ma in aumento rispetto al 2014. Il valore delle loro abitazioni è maggiore, nonostante il reddito imponibile sia nettamente inferiore a quello degli uomini. In crescita sono, invece, i proprietari di abitazioni senza figli a carico che rappresentano il 76,6% del totale. Infine i proprietari di abitazioni con età inferiore ai 35 anni rappresentano il 6% della popolazione, quelli con età superiore ai 65 anni sono il 38% mentre quelli con età compresa tra i 35 e i 65 anni sono il 56%. Dal 2016 il prelievo di natura patrimoniale sugli immobili si è ridotto di oltre 4,5 miliardi di euro a seguito principalmente dell’abolizione della Tasi sulle abitazioni principali non di lusso e di altre misure di alleggerimento del prelievo sugli immobili. Nel 2007-2016 sono stati effettuati 27,1 milioni di interventi per il recupero del patrimonio edilizio, per 115,9 miliardi e una spesa media per intervento di 4,3 mila euro. Solo nel 2016, gli immobili per i quali sono stati dichiarati lavori di ristrutturazione sono quasi 1,5 milioni con un beneficio medio annuo (per immobile) di 465 euro. Nel 2013-2016 sono stati effettuati oltre 195mila interventi antisismici per oltre 872 milioni di euro e una spesa media di circa 4,4 mila euro.