pasticciaccio sul debito

La lettera all'Ue è un giallo e fa rischiare un'altra crisi

Filippo Caleri

La lettera di risposta del Tesoro ai rilievi della Commissione Ue sul debito si tinge di giallo. Una copia, arrivata per via parlamentare, nel pomeriggio di ieri ha creato malumori in casa cinquestelle. Ma qualche ora dopo i primi mal di pancia fonti del Mef hanno smentito che si trattasse della missiva ufficiale. Spiegazione che non ha placato i mal di pancia. Anche perché nella prima bozza che, fonti del ministero hanno spiegato essere solo un lavoro preparatorio senza alcuna ufficialità, c’era scritto che i risparmi da presentare a Bruxelles sarebbero arrivati da riduzione del welfare, e cioè dal taglio Reddito di Cittadinanza.  La reazione di Di Maio è stata affidata a Facebook: «Magari è utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, cosi sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!».  Solo a tarda sera è arrivata la versione ufficiale. Quella protocollata e dunque l’unica consegnata agli euroburocrati: Dombrovskys e Moscovici. Il passaggio incriminato è stato cambiato. Nessun taglio ipotizzato ma solo la considerazione di un possibile risparmio contabile legato al fatto che le risorse destinate nel 2019 al welfare sono più elevate delle effettive necessità. «L’utilizzo delle nuove politiche di welfare è finora inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019» ha scritto il ministro Tria. Le indicazioni psono più sfumate e all’Unione Europea, il governo ha spiegato che «si sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie». Resta, anche questo reso meno evidente, il riferimento alla flat tax che chiesta dal Parlamento al governi si fa «nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo». Insomma, il taglio delle tasse non sarà... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI