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Veneto Banca fa flop strada sbarrata in Borsa

Bocciata la quotazione. Non va in porto l’aumento di capitale

Veneto Banca fa flop strada sbarrata in Borsa

ITALIA 150: GOVERNATORE LEGHISTA ZAIA CON COCCARDA TRICOLORE

Borsa Italiana boccia la quotazione in Borsa di Veneto Banca perchè, come nel caso della Popolare di Vicenza, non si è raggiunto il flottante necessario. Di conseguenza «il Fondo Atlante sottoscriverà azioni per un controvalore massimo pari all'ammontare complessivo dell'Offerta globale», cioè 1 miliardo di euro.

Nella nota in cui Borsa italiana riferisce del suo «niet» alla quotazione in Borsa per la banca si dà indirettamente notizia dell'esito del collocamento agli investitori istituzionali: i risultati, in caso di perfezionamento dell'offerta globale, vedrebbero «un unico soggetto, il Fondo Atlante, con il 96,56% del capitale». Un investitore istituzionale «verrebbe a detenere lo 0,01% del capitale sociale» e gli azionisti preesistenti «avrebbero il 3,43% del capitale sociale post offerta»: il 2,20% verrebbe dalla sottoscrizione dell'offerta in opzione e l'1,23% sarebbe riferito alle azioni già detenute.

«Con l'ingresso del fondo Atlante in Veneto Banca, le banche venete hanno un nuovo padrone, che si chiama Atlante. Purtroppo era una storia annunciata, rivediamo il film già visto con la Popolare di Vicenza. Adesso non resta che augurarsi che Veneto Banca, insieme all'istituto popolare vicentino, non diventi uno spezzatino sui mercati». Questo il commento del presidente della Regione Veneto Luca Zaia allo stop alla quotazione in Borsa e all'ingresso massiccio del fondo istituzionale nel capitale sociale della banca della Marca.

Zaia ha sottolineato che «il Fondo Atlante è chiamato a fare una ristrutturazione dei due istituti di credito, operazione che in linea di principio dovrebbe durare poco, massimo tre anni. Lo stesso Alessandro Penati, numero uno di Atlante, parlava di un tempo di intervento di 18 mesi. Le prospettive ora sono quelle di vendere le banche, magari a pezzetti, sul mercato, o di farne una fusione. Io, invece, resto convinto che il Veneto abbia bisogno di un istituto di credito di riferimento. E spero, quindi, che si vada verso una fusione tra le due banche e che si possa salvare la parte buona dell'eredità di queste due popolari». «Non dimentichiamoci - conclude il presidente - dei 205 mila azionisti delle due banche che hanno visto le loro azioni passare dai 60 euro della Popolare di Vicenza o dagli oltre 40 euro di Veneto Banca ad appena 10 centesimi . Un territorio come il Veneto, che conta oltre 600 mila partite Iva, e che vanta un grande fermento imprenditoriale, non essere privo di una banca di riferimento».

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