Boom di aziende romane in Borsa Le eccellenze conquistano i listini

Cresce il numero delle aziende romane in borsa. Il gruppo editoriale Gambero Rosso, guidato dall'ex Ad di Acea Paolo Cuccia, approderà sul mercato delle small cap, l'AIM, il prossimo 19 ottobre, con un prezzo di collocamento tra i 2 e i 2,4 euro che determina un valore della società tra i 20 e i 24 milioni di euro. Dopo una fase di risanamento ed essere entrato in nuove attività, oltre a quella tradizionale di guida enogastronomica, il Brand è ora alla ricerca di risorse per lo sviluppo. «Per noi la Borsa è un esercizio di trasparenza ed è operazione strategica», spiega Cuccia. «La quotazione serve a finanziare in gran parte la crescita a livello internazionale. Abbiamo trasformato il nostro mix di offerta soprattutto sul fronte degli eventi esteri: sono quelli dove abbiamo pochissima competizione e sono i più redditizi. Siamo cresciuti molto - ha spiegato Cuccia - nella tv, nel digital e nell’educational». Il Gambero Rosso si unisce al fronte sempre più vasto di aziende quotate di Roma, in rapida crescita. Quest’anno si è quotata anche Sorgente Res, società immobiliare romana costituita nel 1939 e presente anche in Gran Bretagna e negli Usa con immobili di grande prestigio (a Roma è la proprietaria della Galleria Alberto Sordi): lo sbarco in Borsa sotto la veste di Siiq è stato lanciato il 1 ottobre. Si infittisce dunque la schiera di Spa Roma, che può annoverare giganti internazionali - provenienti dal capitalismo di Stato - come Finmeccanica, Eni, Enel e Terna, ma anche gruppi come Astaldi e Salini Impregilo. E giganti locali: a partire dalle due squadre della capitale, l’AS Roma e SS Lazio, e dalle ex municipalizzata Acea e Atac, controllatedal Comune. Ma ci sono anche il Gruppo L'Espresso, il Gruppo Caltagirone l'A.s. Roma e Banca Finnat, l’istituto con sede nello storico Palazzo Altieri, a piazza del Gesù e controllato dalla famiglia Nattino così come il colosso bancario Unicredit. Tra la truppa delle romane sui listini non mancano nemmeno piccole SpA di successo, in borsa per cercare investitori internazionali. È il caso di Eurosanità S.P.A. con sede a Roma, che si occupa dell’istruzione, gestione e promozione di attività inerenti il settore sanitario: cliniche, case di cura, ospedali privati o convenzionati con enti pubblici e privati, preventori sanitari, nosocomi, gerontocomi, case di riposo, laboratori di analisi, centri di ricerca, di radiologia e attività fisioterapiche. Ma anche di Mondo Tv, società che opera nel mercato della produzione e realizzazione di cartoni animati a livello internazionale nata esattamente 50 anni fa in un villino nel quartiere Coppedè. Nel 2014 il valore delle sue azioni è aumentato del 200% grazie sia alla continua crescita sul mercato internazionale, sia all’ingresso a luglio di un socio «pesante», il gruppo cinese Capital Media che ha rilevato il 10% da Orlando Corradi, fondatore e azionista di controllo. Un’operazione che ha aperto nuove e interessantissime prospettive di business in Asia e che potrebbe preludere all’ingresso di nuovi investitori sul territorio. I fondi internazionali si fanno avanti anche per IBL Banca, la banca romana specializzata nella cessione del quinto dello stipendi. La società, famosa per la «rata bassotta», ha una quota di mercato per flussi erogati netti che è più che raddoppiata in 5 anni, passando dal 6,8% nel 2009 al 14% nel 2014 ed un attivo da 4,5 miliardi. Un gruppo in crescita, che punta a sbarcare a Piazza Affari sul segmento Star già entro ottobre-novembre. In arrivo c’è anche una romana d’eccezione, Poste Italiane: l’amministratore delegato Francesco Caio lancierà l’offerta di azioni a metà ottobre, per un debutto sul Mta previsto per inizio novembre. Un’Ipo di rilevanti dimensioni il cuivalore dovrebbe oscillare su 9-10 miliardi. Un’operazione che potrebbe aprire una nuova stagione di privatizzazioni in Italia, la quale porterà altre aziende romane eccellenti sui listini. Una su tutte Ferrovie dello Stato, che prepara la sua quotazione già per il prossimo 2016.