Atitech pronta a rilevare le officine Alitalia

Atitech è pronta a salvare le officine Alitalia a Fiumicino. La holding napoletana potrebbe entrare in pista per evitare la chiusura di Ams, la società che effettua la revisione dei motori dei velivoli della ex compagnia di bandiera. Per la quale oggi verrà aperta la procedura d’insolvenza. Il Ministero dello Sviluppo Economico, secondo fonti interne, starebbe starebbe mediando per evitare che il polo romano delle manutenzioni chiuda. Saltato il progetto di salvataggio della giordana PanMed e l’intervento di un gruppo di banche kuwaitiane, Atitech potrebbe intervenire. Non solo perché il 15% del capitale è in mano Alitalia e perché la compagnia già effettua la revisione dei jet di corto e medio raggio, ma sopratutto per ampliare gli orizzonti. Ipotesi già avanzata nel 2014 da Gianni Lettieri, patron di Meridie che, attraverso Manutenzioni Aeronautiche, deteniene il 60% di Atitech. «L’operazione permetterà ad un settore strategico di restare in mani italiane e di garantire nuove prospettive», sottolinea Pasquale Lione, segretario Ugl in Campania. Il rischio è infatti che le revisioni volino all’estero. Etihad ha già portato ad Abu Dhabi due Airbus 330 per la manutenzione pesante. La Regione Lazio, fa sapere il presidente Nicola Zingaretti, «è pronta a essere parte di uno sforzo comune volto a scongiurare la scomparsa per il territorio di un’attività di eccellenza come quella di Alitalia Maintenance Systems e la perdita di 240 posti di lavoro». Intanto il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha convocato per il primo ottobre le parti interessate e il presidente della società Atitech Gianni Lettieri. Un appello al governo l’ha lanciato anche il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, che ieri ha incontrato l’amministratore delegato pro-tempore di Alitalia, Giancarlo Schisano. La trattativa è, quindi, ancora aperta. Seppure i tempi appaiono strettissimi. «Occorre evitare che Enac revochi le certificazioni ad Ams e quindi Alitalia tolga la fornitura dei motori», afferma Nino Cortorillo, segretario nazionale della Filt Cgil.