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La lotteria del lavoro del governo Renzi

A marzo 92 mila posti in più. Forse

Nella lotteria dei numeri sui posti di lavoro creati dal governo Renzi si arricchisce di un nuovo dato. Dopo i 13 (tredici) contratti di lavoro aggiuntivi registrati dall’Inps a gennaio e febbraio scorso. Ieri dal bussolotto è uscito un il numero 90. No, non è la paura. Ma gli altrettanti 90 mila contratti in più registrati a marzo grazie al Jobs Act. Dal primo marzo infatti è pienamente operativo il contratto a tutele crescenti ma non è chiaro ancora quanti nuovi lavoratori ne abbiano ottenuto uno. In ogni caso è una cifra che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella definisce «confortante», forse in attesa di capire se la tendenza si sia realmente invertita. Polemica invece la Cgil. Secondo la segretaria Susanna Camusso infatti si tratta di «propaganda».

Ma è lo stesso ministro del lavoro a non sbilanciarsi: «Sono dati da prendere con cautela», ammette lo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che invita ad aspettare i numeri dell’Istat.

Comunque secondo i dati del ministero di via Flavia, nel mese di marzo il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro è stato pari a 641.572, mentre il numero di cessazioni di rapporti di lavoro è stato pari a 549.273: per il ministero dunque il saldo è in attivo per oltre 92.000 unità (92.299).

Si registra inoltre un aumento di oltre 31.000 unità di posti fissi. Riguardo alle attivazioni infatti, 162.498 sono contratti a tempo indeterminato (contro i 108.647 di marzo 2014), 381.234 sono contratti a tempo determinato (395.000 nello stesso mese del 2014), 16.844 sono contratti di apprendistato (21.037 nel 2014), 36.460 sono collaborazioni e 44.536 sono le forme di lavoro classificate nella voce «altro». Riguardo invece alle cessazioni, 131.128 sono a tempo indeterminato, 310.566 a tempo determinato, 14.953 sono contratti di apprendistato, 46.173 sono collaborazioni e 46.453 sono le forme di lavoro classificate nella voce altro. Sempre secondo i dati del Welfare, nel mese di marzo sono state 40.034 le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato, erano 22.116 nello stesso periodo del 2014. «Sono dati confortanti, naturalmente sono ancora dati iniziali da prendere tutti con cautela. Però cominciano a essere confortanti e incoraggiano la fiducia», è il commento del Capo dello Stato. Commento opposto arriva invece dalla Cgil, con la Camusso che parla di «propaganda» del governo. Il dato di marzo non è diverso da quello del mese scorso, c’è una grande decontribuzione che viene utilizzata».

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