Utili sopra le attese In cda entra Maria Bollorè

Continua la trasformazione di Mediobanca, sempre meno «salotto buono» e sempre più banca a tutto a campo. Ma nessuna intenzione di crescere per acquisizioni, e nemmeno fusioni con Mps e Carige, in difficoltà dopo il comprehensive assessment. Bensì rafforzandosi all’estero come banca d'affari, in Europa e poi anche forse in Cina cedendo le partecipazioni ancora detenute in Italia (tranne Generali), e dando spazio a CheBanca!. Una mutazione genetica, che inizia anche a dare frutti promettenti. I conti del primo trimestre dell'esercizio 2014/2015 presentati ieri sono stati positivi con utile di 160 milioni e ricavi che salgono del +25% a 525 milioni. Numeri ottimi che in Borsa hanno determinato una chiusura a 6,95 euro a +4,67%, anche in virtù della promessa di utili in aumento a fine esercizio, fatta dall'a.d. Alberto Nagel. La banca d'affari, con un'assemblea di bilancio durata circa sei ore, ha rinnovato il consiglio, che ha ora 18 componenti, rispetto ai precedenti 21, con una presenza femminile più consistente, in percentuale. Cinque consiglieri sono di sesso femminile, a partire dalla vicepresidente in quota Unicredit, Maurizia Angelo Comneno, che prende il posto di Dieter Rampl, e da Marie Bolloré, che ieri ha fatto il suo esordio in piazzetta Cuccia accompagnata dal padre, l'imprenditore bretone Vincent Bolloré «molto fiero» dell'unica figlia, che ha 26 anni. Per Marie Bolloré, accompagnata da Tarak Ben Ammar, la sua nomina in consiglio conferma l'impegno «a lungo termine» della famiglia in Mediobanca. Entrano nel board Maurizio Carfagna per Mediolanum, Maurizio Costa per Fininvest, i manager Gian Luca Sichel e Alexandra Young. Marco Tronchetti Provera resta vicepresidente.