Agli investitori servono certezze

Correvanogli anni della ripresa economica. Si stavano dimenticando gli stenti di una guerra lunga e dolorosamente persa. Anche se molti erano convinti di averla vinta una volta abbattuto il fascismo, invece suicidatosi il 25 luglio 1943. Il Marziano sembrava conoscere «molto bene la nostra situazione economica, sociale e politica». Su Marte erano pieni di entusiasmo per le descrizioni delle notti di Roma. C'era di tutto e la gente stava assaporando un benessere mai conosciuto prima. Il Marziano torna convinto di trovare un paese libero, democratico e ricco. Dove le iniziative economiche pullulano grazie all'attitudine al rischio dei nostri concittadini favoriti da leggi liberali e da funzionari dello Stato dediti esclusivamente al servizio e al benessere del cittadino. Il Marziano che scende dalla navicella in acciaio si complimenta perché da noi c'è la più grande fabbrica europea che lo produce e a loro interessa molto questa materia prima. Apprende che questa azienda si chiama Ilva la cui dimensione territoriale è due volte quella di Taranto. Come dire che Taranto è allo interno dell'Ilva che pare però avere strani problemi di produzione e consegna. Il Marziano conosce l'italiano ascolta la tv che su Marte non arriva e legge i giornali. Sente parlare di redditometro e gli spiegano che non è un delegato di polizia ma un modo di fare stato di polizia. Chiede sulla divisione dei poteri, sul rispetto delle leggi e delle persone. Ascolta parole e omertosità. Avvilito torna alla navicella deciso a non investire soldi nel nostro paese dove non compra nemmeno la padella che aveva adocchiato. Non si sa mai è di acciaio e costituisce corpo del reato. Un cittadino impertinente gli chiede che deve fare per ottenere il visto per Marte. Il Marziano finge di non sentire e se ne parte sconsolato nella speranza di poter tornare per instaurare regolari relazioni diplomatiche ed economiche. Loro hanno bisogno di importare merce. Ma devono capire chi decide. Per evitare carenze di forniture.