Stop agli esuberi di Alitalia con più flessibilità

Lacompagnia cercava di risparmiare alcune decine di milioni di euro come previsto dal piano industriale. Senza soluzioni alternative non ci sarebbe stata scelta. Ieri però si è accesa una luce di speranza per i lavoratori che rischiavano di perdere il posto nel 2013. I sindacati hanno sottoscritto con l'azienda un accordo per evitare gli esuberi e avviare un confronto sul piano. Si cercheranno vie alternative con tutti gli strumenti della flessibilità lavorativa a disposizione per evitare che si arrivi al taglio dei posti di lavoro e a concretizzare i risparmo chiesto dal vertice. Per Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl «nel partire dalla condivisione nel cercare strumenti alternativi agli esuberi previsti dal piano aziendale, si apre una nuova fase di relazioni e auspicabilmente di confronto propositivo». Per i sindacati, «il piano sarà al centro del confronto che si avvia e che vedrà le organizzazioni sindacali sfidare l'azienda sul tema della produzione e dei ricavi, l'unica via per la difesa dell'occupazione. La nostra - sostengono le organizzazioni sindacali - è un'assunzione di responsabilità che necessità coerenza nei comportamenti e negli atti da parte del capo aziendale e dei suoi manager». Positivo comunque il giudizio dell'amministratore delegato di Alitalia, Andrea Ragnetti, «l'accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali è frutto di un ottimo lavoro concertativo dove il senso di responsabilità di tutti ha prevalso. Il risultato permette di tutelare i livelli occupazionali garantendo, nel contempo, l'esigenza dell'azienda di aumentare l'efficienza. L'accordo infatti si inserisce in un percorso di definizione del nuovo contratto di settore e si prefigge di non pregiudicare i target di costo previsti dal piano industriale, anche con l'individuazione e l'ottimizzazione di strumenti di flessibilità già previsti dalla contrattazione aziendale». L'accordo di ieri segna un primo successo di una trattativa iniziata lo scorso 16 ottobre quando Alitalia aveva presentato un piano triennale che prevedeva 30 milioni di euro di risparmi da conseguire con 690 esuberi e il possibile ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti. I sindacati si sono compattati dietro un no e, nella riunione del 22 ottobre, avevano ottenuto la sospensione del progetto degli esuberi da parte di Alitalia, che si era detta disponibile ad un confronto su due tavoli: uno ai Trasporti sulle regole di sistema e l'altro sul contratto nazionale per tutto il trasporto aereo. Proprio da qui è arrivata la soluzione che ha consentito l'intesa, firmata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, che hanno parlato di «una nuova fase di relazioni e auspicabilmente di confronto propositivo». I 30 milioni di risparmi, infatti, verranno conseguiti da un lato attraverso un «percorso di definizione del nuovo contratto di settore» e dall'altro attraverso la «individuazione e l'ottimizzazione di strumenti di flessibilità già previsti dalla contrattazione aziendale» volti ad aumentare la produttività: ad esempio la scelta delle ferie nei periodi di calma e non in quelli di picco, oppure un maggiore ricorso al part-time e al tele-lavoro. Scontata la soddisfazione dal fronte sindacale, spaventato anche da quanto succede all'estero, con gli oltre 5.000 tagli annunciati da Air France per il 2013 e i 4.500 messi in cantiere dalla spagnola Iberia.