Industria

Leindustrie made in Italy , che pagano il gas il 30% in più rispetto ai propri competitors europei e l'energia elettrica il 27% in più della media dei concorrenti continentali, sono sul punto di perdere competitività in seguito alle nuove decisioni del Parlamento Europeo in tema di ambiente. La commissione ITRE del Parlamento Europeo ha approvato un emendamento alla Direttiva sull'efficienza energetica che permette alla Commissione Europea di togliere dal mercato un certo numero di quote di anidride carbonica allo scopo di farne lievitare il prezzo fino a circa 30 euro/ton CO2. Questo comporterà, già a partire dal 2013, una maggiorazione del costo dell'energia elettrica che potrà arrivare a 14-16 euro /MWh a seconda si utilizzino le emissioni medie o quelle italiane per la produzione di energia elettrica . Questi valori sono legati al raggiungimento dell'obiettivo dichiarato dalla Commissione di un costo della CO2 pari a 30 euro/ton; tali valori si potrebbero ridurre per per rialzi inferiori o per, improbabili, internalizzazioni da parte dei produttori di elettricità. «L'ipotesi di set-aside porterà un ulteriore aumento del prezzo delle quote di CO2 e di conseguenza del prezzo dell'elettricità in Europa». A parlare è il Coordinamento per il Manifatturiero. «L'industria ha già fatto il massimo per ridurre le emissioni di Co2 grazie alla tecnologia: oggi vincoli ambientali più stringenti non sono sostenibili. Non dobbiamo dimenticare che l'Europa vive sul manifatturiero». Secondo il Coordinamento per il Manifatturiero «il prezzo delle quote potrebbe arrivare dal 2013 anche a 30 euro a tonnellata di CO2, costo che i produttori elettrici riverseranno sulle bollette degli utenti». I giochi si faranno nei prossimi giorni: per il 9 marzo è convocato il consiglio dei ministri dedicato all'ambiente e il 22 marzo si riuniscono Commissione, Parlamento e Consiglio.