Fiat corre negli Usa, ma frena in Italia

LaFiat va a due velocità nel mondo. Sul mercato americano, infatti, Fiat Chrysler ha registrato a febbraio un incremento del 69% delle vendite Usa rispetto al mese precedente. Un successo, insomma. Non così bene, invece, il Lingotto sul mercato italiano dove le immatricolazioni sono scese a febbraio del 20,13% a 36.984 unità contro le 46.310 di un anno fa. Un ammontare che le ha consentito di raggiungere una quota di mercato del 28,3%. Sul risultato di Fiat Group Automobiles ha influito fortemente il prolungato fermo nazionale dei servizi di trasporto delle autovetture con le bisarche, che ha creato forti disagi nel settore automotive, con conseguenti ritardi nelle consegne delle vetture ai clienti. Le immatricolazioni del marchio Fiat a febbraio sono oltre 25 mila e la quota è del 19,2%. Nel progressivo annuo, la vetture registrate sono 53.500 mila e la quota è del 20%. Ancora una volta le vetture più vendute in Italia sono del comunque con marchio Fiat. Al primo posto, con 10 mila immatricolazioni, la Panda (43,2% di quota nel segmento A) seguita dalla Punto (7 mila registrazioni e 17,7% di quota nel segmento B). Positivi risultati anche per la 500 (oltre 2.500 immatricolazioni e 11,4% di quota nel segmento A), per il Freemont (il più venduto del suo segmento con il 27,9% di quota) e per i multispazio Doblò e Qubo, che detengono insieme una quota del 59,5% nel loro segmento. Il Lingotto spera comunque di aumentare la sua performance con la nuova Panda che sta incontrando i favori del pubblico, con gli ordini a quota 35 mila unità nei Paesi in cui è finora commercializzata: Italia, Belgio, Olanda e Polonia. Un autentico boom si è registrato nel mercato americano dove i dati evidenziano un incremento del 69% delle vendite a febbraio rispetto al mese di gennaio. E se in febbraio il marchio Fiat ha messo a segno la migliore performance mensile dal suo lancio negli Usa, le vendite relative al marchio Chrysler hanno compiuto un balzo del 114%, il più alto incremento tra tutti i marchi del gruppo. Questo grazie soprattutto al successo delle nuove Chrysler 300 e Chrysler 200, che hanno fatto registrare un aumento delle vendite a tre cifre, con la prima che ha messo a segno un +480% rispetto al febbraio dello scorso anno. Sui dati di vendita è da registrare anche la polemica di Carlo De Benedetti, patron dell'Espresso: «Quando sento Marchionne dire che torna in Italia se l'Italia gli fa fare le automobili, vorrei sapere da lui cosa fa per fare automobili che si vendano». «L'Italia - sostiene De Benedetti - ha già pagato 4-5-6 volte la Fiat negli ultimi 50 anni, ha già dato».