Seat Pagine Gialle al bivio: salvataggio o default

Ilconsiglio d'amministrazione ha messo nero su bianco la proposta finale la ristrutturazione finanziaria consensuale e ha fissato nel 28 febbraio il termine per la conferma formale da parte delle parti del via libera alla ristrutturazione: per il via libera serve il consenso del 75% dei creditori e cioè dei titolari del bond Lighthouse da 1,3 miliardi, dei possessori del credito bancario senior e degli obbligazionisti senior. A chi confermerà l'ok entro il 21 febbraio sarà riconosciuta una commissione più alta (early bird consent fee) mentre una fee più bassa andrà a chi darà la luce verde al piano dopo il 21 febbraio. «La società non accorderà alcuna ulteriore estensione del termine di accettazione alla proposta finale da parte dei propri creditori». Le fee saranno nell'ordine dell'1% per i creditori che approveranno la ristrutturazione entro il 21 febbraio e dello 0,4% per coloro che aderiranno tra il 22 e il 28 febbraio. Il consiglio d'amministrazione di Seat ha deliberato inoltre di non procedere al pagamento della cedola da 34 milioni, che scadeva ieri, legata alle obbligazioni senior secured emesse a ottobre 2010 e che sarà rimborsata secondo le condizioni del term sheet formulato dalla società una volta completata la ristrutturazione. Il term sheet proposto dalla società prevede innanzi tutto che le tranche a e b del credito bancario siano consolidate in una «new term facility» con scadenza finale al 30 giugno 2016. Per quanto riguarda la linea revolving verrà rimpiazzata con una nuova linea in scadenza 28 dicembre 2015. La ristrutturazione di Seat passa poi per la conversione in capitale di gran parte del bond Lighthouse da 1,3 miliardi e degli interessi non pagati agli obbligazionisti Lighthouse al 31 dicembre scorso. L'ammontare mancante, pari a 65 milioni, sarà trasformato in un nuovo bond con ranking «senior» in scadenza 31 gennaio 2017 rimborsato con rate semestrali e interessi del 10,5%. La conversione porterà nel complesso gli obbligazionisti Lighthouse a detenere il 90% delle azioni della nuova Seat. In Borsa il titolo è stato costretto a uno stop e in asta di volatilità ha segnato un rialzo teorico del 18,64%.