Stangata sulla benzina

Il premier Mario Monti è tranchant su quella novità inserita all'ultimo momento nel decreto «salva Italia» che è l'aumento immediato delle accise sui carburanti. Il rincaro scatterà dalla data di entrata in vigore del decreto. Le aliquote su benzina e diesel salgono rispettivamente a 704,20 euro (+8,2 cent al litro) e 593,20 euro per mille litri (+11,2 cent). Inoltre quella sul Gpl auto a 267,77 euro per mille chili (pari a 147,27 euro per mille litri) e quella sul metano auto a 0,00331 euro per metro cubo. Sulla Staffetta Quotidiana si fa presente che dal 1° gennaio 2013 ci sarà un ulteriore balzello solo su benzina e gasolio auto di 0,5 euro per mille litri. Quanto all'effetto sui prezzi alla pompa (per il calcolo bisogna aggiungere all'accisa l'Iva del 21%) per la benzina sarà di 9,9 centesimi al litro, per il gasolio di 13,6 centesimi al litro, per il Gpl di 2,6 centesimi al litro. Gli effetti a livello di gettito sono spiegati nella relazione tecnica alla manovra: sarà pari per il 2012 a 4,827 miliardi, nel 2013 a 4,560 miliardi e a 4,645 miliardi a regime nel 2014. Le associazioni dei consumatori si sono fatte sentire subito e conti alla mano hanno puntato l'indice contro l'ennesima stangata a carico dcegli automobilisti. Non solo. I rincari dei carburanti avranno inevitabilmente un effetto a cascata sui generi di consumo che vengono trasportati soprattutto su gomma. Furibondo il Codacons: «L'ennesimo aumento delle accise sui carburanti, deciso dal Governo Monti e immediatamente esecutivo con l'entrata in vigore della manovra economica, determinerà a danno degli automobilisti un aggravio di spesa pari a +130 euro annui per le auto a benzina, e +150 euro annui per quelle a gasolio». Questo aumento delle accise, rileva il presidente dell'associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, «si aggiunge a quelli voluti dal precedente Governo per finanziare il Fus e per far fronte alle alluvioni di Liguria e Toscana e determinerà non solo un rincaro dei listini alla pompa, ma un generalizzato aumento dei prodotti trasportati, con conseguenze negative sul tasso di inflazione».   Proteste anche dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che mette in guardia dall'impatto sui consumi già messi a dura prova dalla sventagliata di rincari determinati dalla manovra. «Il nuovo aumento delle accise sui carburanti rischia di dare il colpo di grazia ai consumi, perchè determinerà un rialzo immediato e generalizzato dei prezzi finali dei beni trasportati su gomma». I più a rischio sono i generi alimentari che «per arrivare dal campo alla tavola macinano centinaia di chilometri» e per i quali la Cia prospetta un rincaro del 90%. «Verrà stravolta la spesa-tipo degli italiani», è l'allarme degli agricoltori. Già oggi, rileva la Cia, «il budget che ogni famiglia destina a cibo e bevande è sceso a 467 euro al mese superato in volata da quello per carburanti, trasporti ed energia elettrica, che è salito a 470 euro mensili. Nuovi rialzi non potranno che ampliare questa forbice, a discapito dei consumi alimentari già fermi al palo da oltre un anno». Non solo per le famiglie, conclude la Cia, «anche per gli agricoltori si tratta di una nuova stangata e di un colpo durissimo. Il gasolio, infatti, è re nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento delle serre, ma per l'alimentazione dei mezzi meccanici come i trattori. In più si fa indispensabile nei lunghi mesi incui si avvicendano operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Solo a ottobre (ultimo dato disponibile), i rincari dei carburanti hanno fatto salire del 7,6 per cento annuo i costi di produzione degli agricoltori».   Ma le brutte notizie per gli automobilisti non finiscono qui. Il testo definitivo del provvedimento con cui il Governo Monti stabilisce una nuova super tassa per le auto considerate di lusso ha confermato l'importo (20 euro per ogni kW di potenza eccedente) ma ha fissato il limite di esenzione a 185 kW (che corrisponde a 284 Cv), rispetto al precedente di 170 Kw circolato nei giorni scorsi. Sono state graziate numerose auto (berline, wagon e suv) dotate di motori turbodiesel 3 litri di ultima generazione con precise caratteristiche di eco-compatibilità (alcuni di questi propulsori rientrano già nelle future norme Euro 6) e che sarebbero state ingiustamente penalizzate. Scomparsa dall'elenco delle auto incriminate anche l'unica versione della gamma Lancia Thema oltre il precedente limite dei 170 kW, mentre vi sono rimaste le 4 Jeep. Quella che il testo del provvedimento definisce «addizionale erariale» andr… ad impattare maggiormente sui modelli con elevata potenza, come le italiane Ferrari (da 3.060 a 6.000 euro), Maserati (da 2.180 a 2.920 euro) e Lamborghini (da 4.540 a 6.600 euro), ma anche le britanniche Aston Martin (da 2.560 a 3.900 euro), Jaguar (dai 72 euro della XJ a gasolio ai 3.800 euro delle versioni 5.0 R), Bentley (da 3.840 a 5.280 euro) e Rolls Royce (da 3.060 a 4.700 euro) e le tedesche Porsche (da 700 a 4.400 euro). Rientrano nella categoria dei modelli di lusso anche suv come le Range Rover con motore a benzina 5.0 supercharged e con i diesel 3.0 e 4.4 di maggiore potenza.