Il Fmi stende la "rete" per Monti

Evitare di andare sui mercati internazionali a raccogliere denaro a tassi non sostenibili per 18 mesi. Un lasso di tempo sufficiente al governo Monti per impostare e avviare le riforme richieste a Roma dall'Europa e dalla Banca Centrale Europea. È sulla base di questa esigenza che il Fondo Monetario Internazionale avrebbe già pronti 600 miliardi di euro per l'Italia. L'organismo di Washington non ha diffuso nessuna nota nota ufficiale ma il retroscena è stato svelato ieri da La Stampa che ha parlato di un vasto programma di aiuti finanziari che «potrebbe avere un valore compreso fra 400 e 600 miliardi di euro al fine di dare al Governo Monti 12-18 mesi di tempo per fare le necessarie riforme». Con tassi «fra il 4-5%», cioè «condizioni assai migliori rispetto ai mercati», dove si viaggia sopra il 7% da tempo. Un affare per le casse dello Stato. Ma solo ora però. Se si pensa che fino a qualche mese fa l'Italia si finanziava a tassi d del 2,5% il 5% del Fmi significano un aggravio certo del 2,5%. Questo in soldoni sui 600 miliardi concessi significherebbero circa 15 miliardi di interessi. Una cifra simile alla manovra che il governo sta approntando per portare il bilancio in pareggio nel 2013. Insomma non è ancora partita la manovra aggiuntiva che già all'orizzonte se ne intravede una futura. Non esiste alternativa in questo momento visto che gli spread continuano a salire senza sosta e rendono il finanziamento sul mercato internazionale assolutamente insostenibile Quanto ai dettagli del prestito secondo il quotidiano «vi sarebbe stata almeno una conversazione telefonica tra Monti e il direttore del fondo, Christine Lagarde, per dar seguito a quanto deciso a Cannes», quando erano state decise le ispezioni del Fmi a Roma. una cifra decisamente superiore ai 30-50 miliardi di euro che il Fmi, sempre secondo indiscrezioni, avrebbe offerto all'ex governo Berlusconi nel corso dello stesso vertice. Gli aiuti, sui quali il governo italiano non fornisce alcun commento, sarebbero concessi a tassi più bassi di quelli che Roma paga sul mercato ma sempre congrui e, se la cifra fosse confermata, sarebbe in grado di coprire le emissioni di rifinanziamento del debito italiano per 12-18 mesi. Dal 14 novembre 2011 all'aprile 2012 - ha ricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - scadranno 200 miliardi di buoni del Tesoro italiani. E la cifra delle indiscrezioni del Fmi è in linea per coprirne il rinnovo nei prossimi 18 mesi. Questo consentirebbe di allentare il pressing sulla Banca Centrale Europea (Bce) affinché diventi prestatore di ultima istanza, un cambio al quale la Germania si oppone strenuamente.   Un ingresso così forte del Fmi consentirebbe di aggirare l'opposizione tedesca che, all'interno del Fondo non ha un peso elevato. Il maggiore azionista del Fmi sono infatti gli Stati Uniti che, al G20 di Cannes, hanno premuto per un aumento delle sue dotazioni di cui sarà definito l'importo e saranno individuate le misure tecniche al prossimo G20 finanziario di febbraio. Nonostante l'aumento delle risorse da 1.000 miliardi di dollari per il Fmi, restano nodi da sciogliere: anche con le nuove risorse il Fondo avrebbe spazio di manovra limitato per aiutare l'Italia perché non può svuotare le sue casse per un solo paese. Il rischio è che in caso di una crisi in altre aree e in altri paesi non avrebbe le risorse necessarie. L'indiscrezione è stata commentata anche da Silvio Berlusconi che ha commentato le diverse cifre del piano. «Quello che conoscevo io abbiamo ritenuto non fosse adeguato quindi abbiamo chiesto al Fmi di valutare quello che noi volevamo fare come misure e cioè quelle concordate con la Commissione Europea e l'Eurogruppo. Noi abbiamo chiesto solo quello, la possibilità che il Fmi entri in campo per dare un supporto a Spagna e Italia è qualcosa che noi non conosciamo ancora» ha spiegato l'ex premier.