Altra stretta per Atene

LeonardoVentura Una ennesima stangata sta per abbattersi sui greci. Il governo del Premier Papandreou ha annunciato altri interventi nel settore pubblico, nuovi tagli alle pensioni e un ulteriore aumento delle tasse per incassare la sesta tranche da otto miliardi di euro, parte del primo prestito da 110 miliardi concesso ad Atene un anno fa, ed evitare così la bancarotta il mese prossimo. Secondo un comunicato ufficiale diffuso al termine di un consiglio dei ministri ristretto, l'esecutivo procederà ad un taglio alle pensioni pari ad oltre 1.200 euro al mese, alla cassa integrazione per 30.000 lavoratori del settore pubblico da qui alla fine dell'anno e all'abbassamento del salario minimo di esenzione fiscale da 8.000 a 5.000 euro. Questi provvedimenti si sono resi necessari dopo che la Troika, Ue-Fmi-Bce, ha ritenuto «inadeguate» le misure varate dall'esecutivo ellenico la settimana scorsa per raggiungere gli obiettivi di bilancio e che prevedevano già una tassa sugli immobili e una sforbiciata agli stipendi dei politici. Secondo le stime degli economisti senza le ulteriori misure di austerità il deficit di bilancio della Grecia nel 2011 schizzerà al 9% del Pil, sforando il target del 7,5% fissato dal governo. Ieri in un discorso al parlamento Venizelos ha esortato l'assemblea a dare il via libera alle misure aggiuntive perchè «la Grecia sta affrontando la più grande crisi dai tempi della guerra civile». Ha un «grande problema di liquidità e corre dei «rischi enormi», fra cui «uno stallo totale dell'economia», ha sottolineato il ministro. Venizelos ha tuttavia aggiunto che «la Grecia va salvata con l'aiuto degli altri Paesi» ed ha escluso che lasci l'euro. «Sarà per sempre un membro dell'Eurozona», ha affermato. E martedì prossimo il Premier Papandreou volerà a Berlino per incontrare la Cancelliera Angela Merkel. Sempre la settimana prossima i rappresentanti della Troika ritorneranno ad Atene, dopo tre giorni di consultazioni telefoniche che hanno prodotto »buoni progressi«, per continuare l'esame sul salvataggio. Intanto contro queste nuove misure lacrime e sangue i principali sindacati ellenici hanno proclamato per il 5 e il 19 ottobre due nuove giornate di sciopero generale. Mentre oggi il trasporto pubblico in Grecia si fermerà per protesta contro la misura di sospensione temporanea dal lavoro del personale in eccesso nelle aziende a partecipazione statale e il trasferimento dei lavoratori. L'aeroporto internazionale di Atene rimarrà chiuso per tre ore, dalle 12.30 alle 15.30, visto che anche i controllori del traffico aereo aderiranno alla protesta. Tutti i voli in partenza o in arrivo in questo arco di tempo verranno cancellati, ha reso noto il gestore dello scalo ateniese. Intanto l'agenzia di rating Fitch, in uno studio, ha detto che la Grecia sarà costretta al default ma non abbandonerà l'Eurozona, perché i costi di una tale decisione sarebbero troppo alti non solo per Atene ma per l'intera Europa. «Se la Grecia abbandonasse l'Euro creerebbe un precedente in grado di destabilizzare fatalmente l'insieme dell'Eurozona; il coinvolgimento del settore privato deciso nel giugno scorso implica un scambio di titoli debitori tra le grandi banche detentrici dei titoli greci e ciò equivale a un dafault sul pagamento», si legge nel documento. L'abbandono della moneta unica e il ritorno alla dracma si tradurrebbe, secondo Fitch, in un ritiro massiccio dei depositi greci e la nuova valuta non avrebbe in tal modo alcuna credibilità.