NelloMusumeci, sottosegretario al lavoro e alle attività sociali, ha dato il via a una nuova iniziativa: «Non possiamo, chiudere gli occhi di fronte a questi ragazzi, è necessario che lo stato si prenda cura di loro e li aiuti a costruirsi un futuro, nel nostro Paese, sereno e nella legalità». 6 milioni di euro aiutano? «Certo, ma non si tratta solo di soldi. Il nostro obiettivo è di distribuire questi giovani rifugiati in strutture competenti, capaci di offrire loro una formazione adeguata, così da facilitarne l'inserimento nel mondo del lavoro». Diventeranno tutti avvocati? «Diventeranno ciò che vogliono diventare. Sono giovani, ma hanno vissuto trascorsi a dir poco complessi. Di certo la maggior parte s'interesserà a quei lavori manuali che oggi sono i più richiesti in Italia. Se poi qualcuno di loro sceglierà percorsi di studio superiori, troverà, come tutti gli italiani, gli strumenti necessari per proseguire negli studi». Un problema che colpisce particolarmente la sua Sicilia? «La Sicilia si è dimostrata una grande regione e ha affrontato con forza un problema di natura straordinaria e assai complesso. Il compito del Governo è di saper far fronte alla portata dell'evento, in un impegno di solidarietà con le comunità locali. Per questo il programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati è stato fatto in accordo con l'Anci». Quali sono i centri dove saranno portati i minori? «Abbiamo già individuato alcune aree in Sicilia come Massa, Piana degli Albanesi, Valderice, Vittoria, Milazzo e Santa Lucia del Mela. Poi anche nel resto del mezzogiorno verranno usate alcune strutture come nel caso di Fondi». C'è un collegamento tra questa iniziativa e la sua visita a San Patrignano? «Si tratta in entrambi casi di giovani desiderosi di un futuro. È stata un'esperienza fantastica. Ho incontrato ragazzi che erano arrivati lì senza una speranza e si sono ricostruiti una vita. Chi fa il falegname, chi il vetraio, chi il ceramista. E pensare che San Patrignano non riceve nessun aiuto dallo stato».
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