La Fiom continua a dar battaglia ma per Marchionne la questione del nuovo contratto è chiusa

Alreferendum hanno vinto i sì «e quel 50% di no va recuperato portandolo dentro il progetto». Non solo. L'amministratore delegato della Fiat già progetta di estendere il modello Mirafiori-Pomigliano a Melfi e Cassino. «Non c'è alternativa, non possiamo vivere in due mondi» afferma e agli operai prospetta salari a livello di quelli di Germania e Francia. Il manager ribadisce di non voler «togliere nulla di ciò che fa parte dei diritti dei lavoratori». Quanto alla Fiom «è scesa in guerra non per i diritti, ma per il suo ruolo di minoranza bloccante» perseguendo quindi una linea politica. E la Fiom ha già annunciato che «la lotta per il no» all'applicazione del modello Mirafiori a Cassino, «sarà più dura». L'ad spiega il calo delle immatricolazioni come un effetto fisiologico per la fine degli incentivi. «Aspettiamo che si vuoti il tubo, nella seconda metà del 2011, e vediamo. Per quel momento avremo la nuova Y e la nuova Panda. Sta arrivando tutta la gamma Lancia, rifatta con gli americani, la Giulietta è appena uscita, la jeep verrà prodotta qui in 280 mila esemplari l'anno, per tutto il mondo. E grazie a Chrysler, l'Alfa arriverà in America, con una rete di 2 mila concessionari, e farà il botto». Di vendere l'Alfa quindi non se ne parla, «fossi matto», come pure non sarà ceduta la parte relativa ai veicoli industriali: «Manco di notte. E l'arroganza tedesca, la raccomando. Quando volevo comprare Opel non me l'hanno data perchè ero italiano...». Marchionne ricorda che ora Fiat ha un profilo internazionale: «Bisognerà abituarsi al fatto che avremo più teste, a Torino, a Detroit, in Brasile, in Turchia, spero in Cina. Ma un cuore solo. Il Centro Stile rimane qui, il design, ma anche i progetti, le piattaforme di origine». Chiusa la questione Mirafiori ora Marchionne è negli Stati Uniti. Rientrerà a Torino per il consiglio d'amministrazione che il 27 gennaio dovrà esaminare i conti 2010. La prossima settimana, forse mercoledì, all'Unione industriali di Napoli, dovrebbe svolgersi l'incontro tra Fiat e sindacati per discutere delle prossime assunzioni nella newco di Pomigliano. Lunedì prossimo invece ci sarà un incontro Federmeccanica sindacati per definire il contratto dell'auto». Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha ribadito che «non appena ci sarà il contratto c'è la volontà di rientrare in Confindustria» da parte di Fiat attraverso le due newco di Mirafiori e Pomigliano.