Anche per la cultura serve il giusto prezzo

Obamaha subìto una batosta elettorale mentre in Italia la situazione è confusa. In questo clima il Parlamento dovrà ratificare il patto di stabilità europea e approvare la finanziaria. L'economia dirigistica, con lo Stato interventista e autoritario è stata deleteria. Ma lo sfrenato potere del mercato va rivisto con regole che impediscano scorribande corsare. Obama, con la sua riforma sul welfare, ha cercato di mitigare l'assenza pubblica nel paese più liberista del mondo. La proposta è stata approvata faticosamente. Le elezioni di medio periodo lo hanno però punito. Il welfare europeo è diverso. È stato partorito da forze di ispirazione socialdemocratiche e cristiano sociali. Quello italiano è un tipo di welfare che ci accompagna dalla culla alla bara con applicazioni talvolta lassiste a danno per il debito pubblico e con fenomeni di malasanità. Dare tutto a tutti non soddisfa tutti ma ingrassa i pochi. Occorre coscienza sociale e responsabilità. E lo stato delle nostre ricchezze artistiche? Come è possibile che Pompei visitata da oltre 1 milione di visitatori l'anno vada in pezzi, per mancanza di soldi per la manutenzione? Se ci fosse meno demagogia politica perché non valutare l'idea di privatizzare la gestione dei musei e dei siti archeologici? Nel mondo c'è un solo Colosseo che può costituire anche un flusso di cassa per il Campidoglio. Chi dall'estero ci viene a visitare è giusto che paghi e credetemi pagherà per le bellezze italiche patrimonio universale da preservare. Chi ne vuole godere corrisponda il giusto prezzo.