C'è il piano Ue contro i crack bancari

L'Europa prova a mettere un freno alla speculazione finanziaria che, inevitabilmente, provoca perdite consistenti nei portafogli dei piccoli risparmiatori. Ora si cambia. Il privato cittadino non deve più perdere nemmeno un euro a causa del crack di una banca. Su questo principio si basa il piano, presentato dal commissario Ue al Mercato interno Michel Barnier per rafforzare le garanzie per i titolari di depositi bancari. Altri due testi presentati ieri puntano a ridurre il rischio di perdite per chi si affida a una società di investimenti e per chi investe in un'assicurazione che si rivela insolvente. «Tasselli di un programma globale che punta a ripristinare la fiducia dei clienti, dei risparmiatori, dei mercati», li ha definiti il commissario Ue al mercato interno Michel Barnier. Tra le misure introdotte, una farà sicuramente onore al sistema italiano. E cioè l'innalzamento in tutta la Ue del livello minimo di garanzie per i depositi bancari dai 30 mila euro attuali a 100 mila entro la fine dell'anno (in Italia però il livello è già a 103 mila euro). Prevista anche una maggiore rapidità per i rimborsi (7 giorni rispetto a molte settimane), meno formalità amministrative e migliori informazioni. Per gli investitori che si affidano a servizi finanziari, la proposta è di portare dagli attuali 20 mila euro a 50 mila euro il livello minimo di rimborso. L'obiettivo è di armonizzare a livello Ue il sistema di garanzie: oggi ne esistono ben 40 nei 27 Stati membri. «Non vogliamo che si ripeta un nuovo caso Madoff», ha detto Barnier. «In caso di fallimento e insolvenza, sono le banche che devono pagare, non i contribuenti», ha aggiunto il commissario francese. Barnier ha accolto positivamente la proposta di creare un fondo privato da 20 miliardi di euro per salvare banche nel caso di un'altra crisi finanziaria, alla quale diversi istituti di credito, tra i più grandi d'Europa, stanno lavorando. Promotore dell'iniziativa è stato l'ad di Unicredit Alessandro Profumo che l'ha lanciata dalle pagine del Financial Times. Secondo il commissario, l'idea del fondo privato è compatibile con quella dell'Eurofondo proposto dalla Commissione. L'insieme delle proposte dovrebbero entrare in vigore entro il 2013, ma il negoziato con gli stati membri si preannuncia accidentato.