Sanzioni più severe a chi viola le regole Ue

Chi si aspettava un piano messo nero su bianco per impedire il riproporsi di altri casi Grecia è rimasto deluso. I 27 ministri delle Finanze della Ue non brillano per celerità e ieri si sono lasciati, dopo una riunione lunga un'intera giornata, solo con un'intesa di massima da rafforzare in un prossimo incontro. La task force sulla riforma della governance economica europea ha convenuto di rendere più aggressivo il patto di stabilità e di crescita, rafforzandolo con più sanzioni e più disciplina di bilancio. Il presidente stabile della Ue, Herman Van Rompuy, ha precisato che «c'è un largo consenso» sulla necessità di indurire le sanzioni per chi viola le regole mettendo a repentaglio la stabilità di tutti. Oltre alla riforma del Patto, l'accordo riguarda altre tre obiettivi: riduzione delle divergenze in termini di competitività, creazione di un efficace meccanismo di gestione delle crisi e rafforzamento della governance europea. L'obiettivo è di arrivare al vertice Ue del 17 giugno con una bozza di proposte, per portare al vertice di ottobre un pacchetto di misure che i leader saranno chiamati ad adottare. Anche se un documento scritto fatica ad arrivare i ministri delle Finanze di Francia e Germania, Cristine Lagarde e Wolfgang Schaeuble, hanno ribadito che «bisogna fare subito quelle misure che possono essere messe in atto in modo efficace ed immediato». Il che significa concentrarsi sulle proposte che non richiedono modifiche del trattato europeo, così come invece ipotizzato da Berlino che aveva proposto l'espulsione dalla zona dell'euro dei paesi indisciplinati. Per ora, questa proposta è accantonata. «In questa fase l'Europa deve consolidarsi sotto il segno della solidarietà», ha detto la Lagarde. «Nessun Paese di Eurolandia sarà lasciato solo lungo la strada». Alla Germania ha rivolto un messaggio anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: «il primo passo è libero ma il secondo è obbligatorio e dobbiamo farlo insieme». Tra le idee messe sul tavolo, anche quella di arrivare ad una gestione europea di parte dei debiti nazionali, con garanzie comuni. Ora il confronto entra nel vivo. I ministri torneranno a confrontarsi sulla riforma del Patto e il rafforzamento della governance il 7 giugno a Lussemburgo. Intanto ieri il Parlamento tedesco ha approvato la partecipazione della Germania al maxipiano di salvataggio dell'eurozona da 750 miliardi di euro.