"Nessun pericolo: i conti Inps sono in attivo"

«I conti dell'Inps sono in attivo e la sostenibilità del sistema è assicurata dagli ultimi interventi legislativi». È ottimista il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, sul futuro delle previdenza degli italiani D'accordo con Tremonti? Quello che ha detto Tremonti di fatto emerge dalle considerazioni sullo stato dei conti dell'Inps: l'equilibrio è assicurato nel 2009 e nel 2010. Così come la sostenibilità del sistema nel futuro. Da cosa deriva la sua certezza? L'ultimo intervento in materia, inserito nel decreto di agosto, e che tiene in considerazione l'aspettativa di vita per uscire dal lavoro è l'ultimo tassello che fa del nostro sistema uno dei più sicuri d'Europa. È davvero così importante questa norma per la stabilità del sistema? È una riforma che decoorrerà dal 2015. Un termine che sembra lontano ma non nella vita previdenziale. Tra qualche anno si avrà un allungamento dell'età pensionabile secondo le aspettative di vita. E questo è già una legge dello Stato. Qualcuno chiede di fare economie per ottenere risorse da utilizzare in altri ambiti. Un'ulteriore riforma oggi è inopportuna perché i soldi ci sono. Come affermato da molti mi associo all'idea che con la previdenza non si possa fare cassa per altre spese dello Stato. In più si dimentica ogni volta l'effetto annuncio. Cioè? Parlare di pensioni è sempre delicato. Il dibattito è legittimo ma fa aumentare ansia e incertezza nelle persone in prossimità della pensione Insomma non si deve toccare nulla? L'Inps ha dimostrato la sua stabilità. Anche nel 2010 l'avanzo sarà di 7 miliardi di euro. Questo, insieme agli effetti delle riforme, ci fa stare tranquilli. Il problema sono i giovani. Come si devono comportare? Devono cominciare da subito ad avere una cultura previdenziale. Riscattare la laurea appena possibile e cercare di avere rapporti di lavoro regolare. Non è semplice? Noi li stiamo aiutando con più controlli. La nostra attività nel 2009 si è intensificata e fino al 30 settembre abbiamo scoperto circa 50 mila lavoratori in nero e recuperato 1,5 miliardi contributi evasi. È il frutto di una intensa attività ispettiva avviata con l'Agenzia delle Entrate incrociando le informazioni di diverse banche dati