Latte, piano Ue anticrisi

LUSSEMBURGO - Fuori al quartier generale del Consiglio dei ministri a Lussemburgo dilagava la protesta di migliaia di allevatori, giunti anche dall'Italia, con i loro trattori. Dentro il Palazzo, la Commissione europea e ministri dell'agricoltura dell'Ue facevano un passo nella stessa direzione trovando un accordo per mettere a disposizione del settore lattiero caseario gli ultimi fondi Ue ancora disponibile del bilancio agricolo 2010, insieme ad un mini-pacchetto di misure per dare una immediata boccata d'ossigeno agli allevatori. «È una giornata storica per il settore del latte - l'ha definita il ministro delle politiche agricole Luca Zaia - Abbiamo raggiunto due grandi risultati: 280 milioni di euro per i produttori e l'ammasso privato dei formaggi». È la risposta - ha aggiunto - «alle tante cassandre che dicevano che la vicenda del latte non avrebbe trovato una soluzione ragionevole e gradita». «Vogliamo interrompere l'ondata di protesta nelle strade dove la situazione diventa insostenibile» ha tenuto a sottolineare la commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel commentando la collera dei produttori: erano in 2.000 secondo le forze dell'ordine con 400 trattori, 5.000 invece per gli organizzatori con un migliaio di mezzi agricoli. Sul pacchetto finanziario la parola passa ora al Parlamento europeo che si pronuncerà giovedì a Strasburgo sulla creazione di un fondo di 300 milioni per il latte. I ministri delle finanze dell'Ue dovranno avallare il tutto e poi i fondi Ue potranno essere suddivisi tra gli Stati membri dell'Ue in base alle loro quote di produzione. Ogni paese prenderà le sue responsabilità e l'Italia, ha detto Zaia, con i fondi «intende dare una risposta azienda per azienda». Dei 280 milioni all'Italia dovrebbero andare tra 20 e 25 milioni di euro. Al riguardo i dati devono essere ancora ufficializzati. Secondo Fischer Boel poi, ogni produttore riceverà quasi 1.000 euro da questa operazione ma in realtà l'ammontare esatto dipenderà dal quantitativo delle quote e dal numero di produttori in ogni paese. I ministri hanno poi aperto la strada alla decisione di elargire un aiuto all'ammasso privato dei formaggi dando il loro via libera all'estensione al settore del latte della clausola d'urgenza che permette a Bruxelles di prendere immediatamente delle misure in caso di crisi di mercato. Prima di dare carta bianca alla Commissione europea i deputati vogliono alcune garanzie, non ultima la messa in opera dell'ammasso privato dei formaggi che andrebbe a beneficio soprattutto dell'Italia. Intanto Zaia sta studiando insieme al ministero della Salute la possibilità di un ricorso alla Corte di giustizia europea contro la decisone della Ue di aumentare la concentrazione di una tossina potenzialmente cancerogena nella frutta secca.