Scajola: critiche ingiuste mai mancato il sostegno

Anche la Fiat diventa materia da campagna elettorale. I big del Pd sfilano sulle agenzie di stampa prodighi di strali contro Palazzo Chigi accusato di aver lasciato da solo Marchionne, di essersi «distratto»; in definitiva, di essere stato assente e quindi di aver fatto mancare alla Fiat quel supporto necessario per sorpassare il concorrente Magna. Così Massimo D'Alema spiega l'esito dell'operazione Opel con «l'assenza di una guida politica autorevole e credibile del Paese» perchè il governo «non si occupa dei problemi del paese». Il leader del Pd Dario Franceschini parla di «un'occasione persa» e punta l'indice contro un governo «distratto» mentre «gli altri governi si sono impegnati in modo determinato». E Pierluigi Bersani, responsabile eocnomico del Pd, suona la sveglia: «Il governo si dia una mossa. Mentre in tutta Europa ci sono governi che aprono tavoli nel settore auto, ci mettono dei soldi e cercano di preservare le proprie posizioni, Berlusconi sta a guardare e così facendo l'Italia rischia di essere tagliata fuori dalla riorganizzazione del sistema automobilistico europeo». C'è chi invece, come la Fiom addirittura non nasconde la soddisfazione per la sconfitta della Fiat. «Avevano espresso un giudizio di preoccupazione riguardo a un accordo con Opel perchè esistevano molte sovvrapposizioni di segmento e previsioni nei piani industriali che avrebbero pagato stabilimenti come Termini Imerese. In questo senso, l'esito della trattativa ci rende soddisfatti». La risposta dal governo arriva a stretto giro. «Abbiamo fatto tutto il possibile per sostenere Fiat nella sua strategia di espansione» replica il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che si dice ancora convinto che il piano di Fiat fosse «il migliore» per garantire alla società un futuro nell'ambito di un grande gruppo europeo. Scajola poi ricorda che proprio a sostegno della Fiat sono stati varati gli incentivi per l'acquisto di auto ecologiche, «che stanno riportando le vendite ai livelli del 2008 dopo i crolli di dicembre e gennaio». E se l'operazione Opel non è andata in porto, non significa che non si debba guardare altrove. D'accordo con quanto dice Marchionne («la vita continua»), Scajola sottolinea che «il mondo resta pieno di opportunità, a partire al consolidamento dell'intesa con Chrysler che riaprirà alle auto italiane il mercato americano» Si fa sentire Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa: «Se non ci fosse stato l'intervento del Governo, con il decreto anti crisi ed in particolare quello per gli incentivi per il settore auto, la Fiat non avrebbe certo potuto acquisire Chrysler nè tanto meno avrebbe potuto concorrere all'acquisizione di Opel».