Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it A piccoli passi. Tra ...

Tre sì, che varranno meno di zero, però se gli accordi con i sindacati non saranno raggiunti. L'ottimismo da parte dei vertici c'è. «Non c'è nessuna trattativa ma solo un accordo da stendere» ha rilevato il presidente di Cai Roberto Colaninno. L'offerta rimarrà comunque sospesa fino a che non arriveranno i provvedimenti della Commissione Europea che attestino l'assenza di aiuti di Stato a vantaggio di Cai e delle decisioni dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato. Tutto slitta dunque alla seconda metà di novembre. Lo stesso periodo in cui dovrebbe essere scelto il partner straniero. Il prossimo passo è il cda di Cai che si riunirà a Roma venerdì prossimo, proprio per deliberare sull'offerta vincolante. Quella che aspetta il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, anche con una certa impazienza. La scadenza è il 31 ottobre. «Non c'è nessuna proroga» ha aggiunto ieri Fantozzi. Un eventuale slittamento dell'offerta, ha chiarito, potrebbe avere un impatto sulla situazione finanziaria della compagnia. Alitalia, ha ribadito Fantozzi, ha liquidità sufficiente sino a fine novembre e lo riferità al tribunale che lo ha convocato. Poi, una sollecitazione all'amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli,«bisogna che cominci ad avere fretta». Ad allungare i tempi ha contribuito il confronto con i sindacati. Le parti torneranno ad incontrarsi oggi, dopo aver esaminato i contratti consegnati da Cai al termine dell'ultima riunione conclusa nella notte di lunedì. Al centro dell'incontro il nodo, ancora da sciogliere, dei criteri di selezione del personale. Comunque, «i soci sono diventati di più, la compagine è compatta, le risorse per fare ci sono» ha sottolineato Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo spiegando che l'assemblea ha anche fatto lo statuto, che prevede tra l'altro il vincolo di non vendita per la durata di cinque anni, e che tutte le scadenze sono state rispettate. Cai potrà andare in borsa ma solo fra tre anni tramite una offerta pubblica di vendita. Ieri non erano presenti i nuovi soci fra cui, secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbero il gruppo Fontana, il gruppo Intek e il finanziere Francesco Micheli. Accanto al presidente Colaninno ora siedono Sabelli, Gianluigi Aponte, Massimiliano Boschini, Francesco Caltagirone Bellavista, Carlo D'Urso, Corrado Fratini, Andrea Guerra, Salvatore Mancuso, Fausto Marchionni, Francesco Paolo Mattioli, Gaetano Miccichè, Angelo Riva, Carlo Toto e Marco Tronchetti Provera.