Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Borsa di Milano in ...

A casa nostra il Mibtel ha terminato con un calo dell'1,79% e lo S&Pmib a -1,69%, con l'abbandono dell'importante soglia dei 30 mila punti. Ha fatto peggio il Midex a -2,43%. A soffrire la debolezza delle contrattazioni milanesi è stata in particolare la Fiat che, praticamente senza freni, ha registrato una delle peggiori performance dello Spmib lasciando sul parterre il 6,36% sull'ultimo prezzo di 11,77 euro, dopo essere arrivato a cedere fino al 9,62%. Le lancette dell'orologio di Borsa riportano Torino ai minimi da metà settembre 2006. In un mercato già sotto pressione per la crisi finanziaria ed economica (gli indici sono scesi ai livelli del 2004) e alle prese con gli effetti dell'indagine e degli arresti dell'Fbi sui mutui subprime le indicazioni negative sul mercato dell'auto hanno fatto di Fiat un facile bersaglio per investitori istituzionali e fondi hedge. Il grilletto, dicono gli operatori, l'ha premuto lo stesso Marchionne definendo «disastroso» giugno: in Italia, aveva detto presentando la nuova Alfa Romeo Mito, «il mercato dell'auto è strutturalmente debole». «Una frase simile - spiegano gli analisti - non poteva non mettere sul chi va là fondi avvoltoio, hedge fund e speculatori vari». Un quadro a tinte fosche confermato poi anche dal presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, secondo cui «il mercato italiano è un mercato molto depresso, non solo quello automobilistico, ma anche dei consumi in generale». E anche l'Europa «non sta vivendo momenti migliori». Risultato: vendite su Fiat nonostante la conferma degli obiettivi 2008, e nonostante il Lingotto viva dal punto di vista industriale un momento felice grazie al successo dei nuovi prodotti e alle attese per quelli in arrivo. Anche se è stato tutto il comparto continua a essere sotto pressione: l'indice Dj Stoxx Auto ha perso l'1,5% con vendite generalizzate su tutte le grandi case.