Mutui, altro rosso nelle banche Ue

Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che solo a livello di istituzioni finanziarie europee il buco, ulteriore, che rischia di aprirsi nei conti è di circa 43 miliardi di dollari (circa 27 miliardi di euro). Una situazione che fa tremare l'economia di Eurolandia, non solo quella finanziaria ma anche quella reale. Così lo stesso organismo di Washington ha ribadito che, per fronteggiare il rallentamento economico la Banca Centrale Europea dovrebbe abbassare il livello dei tassi di interesse. Anche perché lo spazio per una manovra del genere ci sarebbe, sempre secondo il Fmi. Insomma l'impatto della crisi del credito per il sistema finanziario dell'Europa «non è ancora superato», sottolinea il Fmi, secondo cui «un serie di stime suggerisce che la registrazione delle perdite per molte istituzioni finanziarie deve ancora fare i conti con la realtà». E mentre si è visto che il sistema finanziario dell'area europea ha dimostrato «una capacita di tenuta abbastanza buona finora», il Fmi rileva che la liquidità rimane «seriamente compromessa». Il Fondo stima che l'esposizione delle banche europee al credito immobiliare a rischio ammonta a circa 280 miliardi di dollari, pari al 40% del totale. Il fondo sottolinea che la situazione di difficoltà delle banche determinerà un «rilevante» impatto sull'economia europea dal momento che per aziende e consumatori diventerà più difficile e costoso ottenere finanziamenti. Inoltre la «sopravvalutazione» dell'euro e una «blanda» recessione dell'economia statunitense costituiscono un ulteriore fattore di rischio per le prospettive economiche. Il Fondo ribadisce che la Bce può «allentare» la politica monetaria dal momento che le stime sull'economia dell'eurozona indicano un rallentamento della crescita all'1,4% quest'anno e all'1,2% nel 2009 da un ritmo del 2,6% registrato nel 2007, mentre l'inflazione dovrebbe scendere sotto il tetto del 2%. «Noi non stiamo dicendo di tagliare i tassi di interesse adesso, ma nelle nostre previsioni riteniamo che gli choc dei prezzi delle commodity sono transitori», ha spiegato durante la presentazione del rapporto il direttore del Fmi per l'Europa, Michael Deppler, aggiungendo che «se, come anticipato» le aspettative di inflazione rimangono ben ancorate e gli indicatori macroeconomici confermano un rallentamento, emergerà con maggiore evidenza che c'è spazio per un allentamento».