Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Il ministro dello ...

Ma, come anticipato da Il Tempo, il decreto contro i rincari, annunciato per la fine di febbraio, è ancora fermo al palo. «Bisogna dare tempo agli uffici e alla Ragioneria per perfezionare le cose - ha spiegato il ministro - posso solo confermare che nei prossimi giorni va in applicazione la norma prevista dalla Finanziaria». Un provvedimento - ha sottolineato Bersani - con il quale «lo Stato non vuole essere co-interessato agli aumenti dei carburanti» e che costituisce «un segnale al mercato». A seconda dell'andamento dei mesi poi - ha aggiunto Bersani - «mano a mano tornerà qualcosina in tasca agli automobilisti». Niente di risolutivo - ha concluso - «ma qualcosa che testimonierà come lo Stato mantenga la parola». Nell'attesa di vedere il decreto nero su bianco, il petrolio continua a correre e ieri ha raggiunto un nuovo livello record sfioranto i 106 dollari per poi ripiegare a quota 104,74. Secondo il Fondo monetario internazionale l'economia in frenata farà diminuire la domanda di greggio e questo dovrebbe portare a un calo del prezzo del barile. E forse è proprio questo il motivo per cui l'Opec, l'organizzazione dei paesi esportatori, ha deciso di non variare la produzione. Il decreto interministeriale andrebbe ad agire sulla componente fiscale dei carburanti che pesa circa il 60% sul totale. Sul prezzo industriale si paga l'Iva, che è la componente variabile, c'è poi l'accisa che è una tassa fissa. Non solo, anche sull'accisa si paga l'Iva: una tassa sulla tassa. La sterilizzazione dell'Iva sui carburanti dovrebbe permettere una riduzione del prezzo al consumo fino a 2 centesimi di litro. Poca cosa per i consumatori, ma l'impatto sui conti pubblici potrebbe essere davvero pesante. Basti pensare che solo dalla verde lo Stato incassa oltre 30 miliardi di euro all'anno. «Da anni le promesse sono rimaste sempre sulla carta», sottolinea il Codacons. «Ora - afferma il presidente dell'associazione Carlo Rienzi - un taglio del prezzo della benzina di 2 centesimi al litro appare del tutto inadeguato e insufficiente. La nostra richiesta è di una riduzione di almeno 8 centesimi di euro al litro»