I saldi valgono 6,5 miliardi

Ogni famiglia - calcola Confcommercio - spenderà poco più di 500 euro per abbigliamento e accessori facendo lievitare a quasi 6,5 miliardi di euro il valore dei saldi invernali 2008 (quasi 2 miliardi di euro in più dell'anno scorso) con un'incidenza del 18% sul fatturato del settore. Le famiglie interessate ai saldi sarebbero 11,9 milioni circa la metà dei 23,9 milioni di nuclei familiari italiani. «Per i saldi invernali 2008 le aspettative degli operatori del settore - dichiara Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia, l'Associazione nazionale di categoria aderente a Confcommercio - si prevedono moderatamente soddisfacenti, tenuto conto che potrà esserci un recupero di spesa per i prodotti di abbigliamento a fronte di un andamento delle vendite natalizie in generale scarse e concentrate, come in passato, su pezzi piccoli di basso prezzo, pelletteria compresa. Gli sconti potranno essere anche maggiori rispetto all'anno scorso partendo già da un 40%». Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Prova dei capi: non c'è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante mentre per i pagamenti le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Infine si ricorda l'obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Avvio della stagione dei saldi con qualche anticipo ma con molte perplessità da parte dell'Adoc. Infatti per l'associazione «sono andate male le vendite prenatalizie e non si preannunciano buone neanche le vendite a saldo». L'Adoc chiede quindi di rivedere le norme che regolano i saldi e levendite sottocosto. Alla vigilia dei saldi invernali l'Adoc, ha comunque stilato un decalogo da tener presente per evitare brutte sorprese.