di GIOVANNI LOMBARDO ASSE Roma-Mosca sull'economia.

«Non ci sono limiti», ha detto ieri il numero uno del Cremlino nel vertice che si è tenuto ieri a Bari. Putin, dunque, lancia un nuovo assist alle imprese italiane già presenti in Russia come Eni, Enel e Finmeccanica in testa. Ma è l'energia il piatto forte su cui fare ruotare gli accordi tra i due paesi. E il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha voluto sottolineare la necessità di confrontarsi in questo settore strategico su un piano di parità. In primo piano l'accordo strategico del 14 novembre scorso tra Eni e Gazprom, che rappresenta un «modello» perché, ha detto Prodi, «Eni sale a monte mentre Gazprom scende a valle, nella distribuzione, e questo porta a una situazione di equilibrio». Il premier ha anche chiarito che a Bari non erano attesi sviluppi sull'alleanza tra le due società energetiche che, comunque, «va avanti». Via libera anche da parte di Putin: «Se Eni vuole allargare le proprie attività in Russia, e so che c'è questa intenzione, ciò potrà senz'altro avvenire, lavorando insieme in condizioni di reciproco vantaggio». Nel corso del vertice sono stati firmati 3 accordi intergovernativi e 7 intese commerciali e culturali. Via libera al protocollo per la collaborazione nella realizzazione del «Super Jet 100», che sarà costruito da Alenia (Finmeccanica) e la russa Sukhoi. «Per Italia e Russia», ha commentato Prodi, «si tratta forse dell'ultima occasione per entrare da protagoniste in questa fascia dell'aviazione civile». Finmeccanica ha anche stretto un'alleanza con le Ferrovie russe per la realizzazione congiunta di un elettrotreno.Anche Enel porta a casa un accordo importante. Il gruppo guidato dall'amministratore delegato Fulvio Conti ha firmato un memorandum di intesa con l'Agenzia federale russa per l'energia nucleare (RosAtom) che si tradurrà nella realizzazione di nuovi impianti nucleari, nella gestione e nel rafforzamento delle reti di trasporto dell'energia elettrica e nella gestione di centrali nucleari già esistenti. Spazio alle intese anche nel settore bancario. A Bari Intesa Sanpaolo ha firmato per l'apetura di una linea di credito di 100 milioni con la banca russa Vtb finalizzata all'acquisto di macchinari «made in Italy» da parte delle imprese russe mentre Mediobanca ha siglato due intese, una con la stessa Vtb e una con la banca Veb, per due pacchetti finanziari del valore complessivo di 330 milioni di euro. economia@iltempo.it