«La manovra 2007 trascura il trasporto»

Ma il Governo non può restare immobile di fronte a una crisi che nasce da due fattori concomitanti: la mancanza di pianificazione e di riforme. «Serve far partire subito una serie di interventi per favorire il risanamento del comparto». Questo l'invito che Claudio Claudiani, segretario generale della Fit-Cisl, lancia al Governo. Da dove partire per risanare? «Sicuramente c'è bisogno di risorse. Ma c'è necessità anche di fare avanzare le liberalizzazioni del settore, sostenute però da una forte regolamentazione. E soprattutto attuare quella che è la vera riforma, e cioè il riequilibrio modale del sistema. Una parola complessa che significa semplicemente trasferire quote di trasporto dalla strada alle ferrovie e al mare». Sarebbero sufficienti questi interventi? «Si dovrebbero aggiungere anche la riforma del Trasporto pubblico locale che significa incentivare il trasporto collettivo e azioni legislative mirate a far aggregare le piccole aziende del settore. L'obiettivo è quello di creare campioni in grado di arginare la concorrenza estere e di lottare ad armi pari fuori dall'Italia.» In tutto questo si colloca la crisi di Ferrovie. Basterà l'aumento delle tariffe? È giustificato solo per gli Eurostar e gli Intercity. E in ogni caso gli importi che consentirà di recuperare sono vicini ai 100 milioni di euro. Serviranno solo per riattivare il circuito dei servizi urbani. Ma non risolverà in questo modo il problema delle perdite in bilancio. Per quelle è necessaria e indilazionabile la ricapitalizzazione di Trenitalia. Il suo pensiero sul dossier Alitalia? È una situazione complessa. Sicuramente c'è bisogno di trovare un partner industriale ma molto deve essere fatto in casa. È un anno che le relazioni industriali sono in crisi. Serve assolutamente riaprire un tavolo tra sindacati, Governo e azienda.