Avvocati, lo sciopero fa saltare tutti i processi

È stato questo lo scenario, ieri, nei principali uffici giudiziari per effetto del primo dei cinque giorni di sciopero degli avvocati. Una protesta unitaria che ha visto fianco a fianco l'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), l'Unione delle Camere penali e l' Associazione dei giovani avvocati, che parlano di «grande successo» e di adesione «quasi totale». Nel mirino degli avvocati ci sono la legge Bersani, la riforma delle professioni che il ministro della Giustizia si accinge a presentare al Consiglio dei ministri, i tagli delle risorse per la giustizia, l'«azzeramento» della distinzione delle funzioni tra giudici e pubblici ministeri operato dalla legge Mastella che ha in parte sospeso e in parte modificato la riforma dell'ordinamento giudiziario. Ed è proprio il padre della legge sulla competitività a criticare la protesta: più che uno sciopero è una manifestazione contro di me, ha osservato il ministro per lo Sviluppo economico. Adesione al 90 per cento. È il dato medio che si è sfiorato in tutta Italia, secondo l'Oua. La punta più alta si è registrata a Napoli, dove l'adesione ha superato la percentuale nazionale. Adesione massiccia anche a Palermo e aule semideserte a Roma, dove i legali si sono riuniti in assemblea. Partecipazione più bassa a Torino, anche se molti processi sono saltati per la protesta, e a Milano, dove l'adesione si è attestata al 75 per cento e qualche processo si è celebrato in tribunale. I processi saltati. Aperto e subito rinviato a Perugia il processo per la cosiddetta «Tangentopoli 2» su un presunto giro di tangenti per l'assegnazione di lavori per grandi opere; se ne riparlerà l'11 gennaio. Stessa sorte a Palermo per il processo che vede l'ex assessore comunale dell'Udc Domenico Miceli accusato di concorso in associazione mafiosa. A Torino è saltata l'udienza relativa alla truffa alla Regione Piemonte che ha come imputato l'ex assessore leghista Matteo Birgandì. Gli organizzatori, governo vuol colpire libere professioni. Gli avvocati protestano per la «grave crisi» della giustizia, i tagli contenuti nella Finanziaria, la riforma dell'ordinamento giudiziario, ma soprattutto contro la legge Bersani e il ddl delega Mastella sulle professioni. C'è il «tentativo del governo di colpire le libere professioni»,denuncia il presidente dell'Oua, Michelina Grillo. Un tentativo messo in atto con la legge Bersani che «propone una concezione aziendalistica della professione forense, svilendone la rilevanza sociale», come accusa il leader dei penalisti Oreste Dominioni; ma anche con il progetto Mastella di riforma delle professioni, «che sembra - lamenta l'Oua - la fase 2 del decreto Bersani», visto che non contiene «nessuna inversione di marcia».